Spagna, elezioni con l'incubo Brexit: Podemos avanza ma si teme lo stallo `

Spagna, elezioni con l'incubo Brexit: Podemos avanza ma si teme lo stallo `
di Paola Del Vecchio
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Domenica 26 Giugno 2016, 09:21 - Ultimo aggiornamento: 18:49


MADRID Dopo il Brexit, lo Spainshift, la deriva spagnola? È il dilemma col quale oggi gli spagnoli torneranno alle urne, dopo sei mesi di inutili trattative per formare un governo. Sotto shock per l'uscita del Regno Unito dalla Ue, che ha oscurato la fine di una campagna cominciata con l'unica incognita del possibile sorpasso di Unidos Podemos, l'alleanza fra il partito viola e Izquierda Unida, sui socialisti del Psoe. Ma che si è conclusa nella tormenta perfetta e senza sciogliere il nodo gordiano della governabilità, che rischia di riproporsi già domani.
I pareri sull'impatto che Brexit avrà sul voto sono discordanti. Ma in comune hanno la constatazione che lo tsunami ha di fatto trasformato le politiche spagnole nel primo test a caldo sulla tenuta del progetto europeo. Per alcuni rischia di rafforzare il voto di protesta contro l'establishment. Per altri potrebbe anche alimentare quello moderato, come rifugio sicuro dalle intemperie. Il Partido Popular spera che il Brexit mobiliti all'ultim'ora il voto utile della stabilità politica. Per questo, il candidato Mariano Rajoy ha insistito nel proporsi come garanzia di stabilità, rispetto all'incognita Podemos. «C'è bisogno di un governo forte. Non è il momento di esperimenti, né per fare pratica», ha ripetuto nel meeting di chiusura in Plaza Colon, simbolo dell'orgoglio spagnolista. E, tuttavia, non sembrava affatto afflitta per l'addio del Regno Unito alla Ue la numero 2 Soraya Sanz de Santamaria, in corsa per la successione a Rajoy. In singolare contrasto, con «la patria delle persone, la legge, l'ordine e le istituzioni di fronte agli antisistema della corruzione sistemica», invocati nello stesso momento da Pablo Iglesias, sulla riva di Madrid Rio, davanti ai 10mila presenti all'evento di chiusura di Unidos Podemos.

A FAVORE DEL REMAIN
A sinistra si teme che l'euroscetticismo rafforzi con il voto della paura le politiche fallite contro l'austerità. Per questo Iglesias è tornato a fare appello all'essenza storica della sinistra e al voto utile di sempre. Mentre il segretario di organizzazione Pablo Echenique, ha bollato come «infami» gli attacchi di Pp, Psoe e Ciudadanos, mirati a identificare il partito viola con il populismo del Brexit, quando Podemos è stato l'unico partito ad andare in Inghilterra a fare campagna a favore del remain.
Da parte socialista, il fuoco è stato aperto dall'ex premier Felipe Gonzalez, che nel meeting con il leader Pedro Sanchez nell'ultimo bastione andaluso ha assicurato che il Psoe non può essere socio di chi, come Cameron, assume il rischio di «fare a pezzi il Paese», alludendo al referendum indipendentista catalano nel programma di Podemos. Sanchez, che col sorpasso a sinistra rischia il suo futuro politico, ha drenato linfa vitale dal leave britannico, «prodotto della confluenza fra la destra irresponsabile e il populismo».

GRANDE COALIZIONE
L'ultimo sondaggio, pubblicato ieri ad Andorra perché proibito in Spagna, dava il Pp in flessione al 28%, seguito da Unidos Podemos al 24%, che supera il Psoe al 21,6% e con Ciudadanos fermo al 15,2%. La somma di Unidos Podemos e il Psoe sarebbe vicina alla maggioranza assoluta di 176 seggi necessaria per governare. Ma la governabilità resta un grande punto interrogativo. Rajoy ha insistito sulla grande coalizione a tre col Psoe e C's, con l'appoggio attivo o passivo con l'astensione, a un governo di stabilità. La direzione del Psoe, però, continua ad escluderla perché considera l'attuale Pp «un partito tossico». Rivera, il 37 enne leader di Ciudadanos, la condiziona alla rinuncia di Rajoy, che a sua volta non è disposto a mollare il timone.
Ma la scena potrebbe cambiare, di fronte allo spettro di terze elezioni. Dipenderà molto dalla sopravvivenza politica di Pedro Sanchez e dal sorpasso in seggi da parte di Unidos Podemos. Se quest'ultimo risulterà il secondo partito, pretenderà l'appoggio dei socialisti all'investitura di Pablo Iglesias. È opinione di molti analisti che in quel caso Sanchez verrebbe a più miti consigli e sarebbe disposto a riproporre l'alleanza con Ciudadanos allargandola al Pp. Ma sempre a patto che Rajoy traslochi dal palazzo della Moncloa.