In Siria si punta a Raqqa, a Sirte libera un'altra zona

In Siria si punta a Raqqa, a Sirte libera un'altra zona
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Domenica 14 Agosto 2016, 21:05 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 00:11

Offensiva a tutto campo in questi giorni contro i terroristi dell' Isis in Siria e Iraq, ma anche in Libia e nello Yemen, dove i jihadisti sono costretti ad arretrare e ad abbandonare alcune loro roccaforti. Si lasciano però alle spalle centinaia di morti e devastazioni, mentre i combattimenti continuano comunque feroci in varie zone di questi Paesi dove il Califfato aveva affondato più in profondità le proprie sanguinarie radici. Nel nord della Siria, dopo la liberazione un paio di giorni fa della città di Manbji, per più di due anni e mezzo sotto il tallone dei jihadisti, le Forze democratiche siriane (Sdf) a predominanza curda si stanno organizzando per la prossima offensiva. L'intenzione è quella di dirigersi a sud per riconquistare, sempre con il sostegno degli Usa, quella che l' Isis ha eletto a propria capitale in Siria, Raqqa.

Nella loro ritirata però, i fondamentalisti islamici continuano a compiere atrocità per terrorizzare la popolazione. E non si ferma neanche la lunga agonia di Aleppo dove i combattimenti tra governativi e ribelli hanno causato tra ieri e oggi decine di vittime. Oggi sono state anche pesantemente bombardate la vicina città di Idlib e località limitrofe dove distinguere tra jihadisti dell' Isis e ribelli anti-Assad è un rebus che nessuno sembra interessato a risolvere. 26 i raid odierni che, secondo fonti dell'opposizione, sono stati compiuti dai caccia russi e che avrebbero colpito indistintamente i nemici di Damasco. Mosca non ribatte, ma riferisce che i suoi jet hanno distrutto mezzi militari e depositi di armi e munizioni dell' Isis.

Registrano vittorie contro i miliziani del Califfato anche i curdi iracheni, i Peshmerga, che oggi hanno riconquistato cinque villaggi a est di Mosul in un'operazione cominciata ieri e pianificata proprio per costringere i jihadisti ad abbandonare la loro roccaforte in Iraq. Il Consiglio di sicurezza della regione curda ha comunicato che l'avanzata verso la seconda più grande città irachena continua e che, con il supporto degli aerei della coalizione a guida Usa, altri villaggi stanno per essere liberati. Dall'Iraq alla Libia. Qui è Sirte la città dalla quale i terroristi dell' Isis sono stati in gran parte sloggiati in questi ultimi giorni. Oggi le milizie che li hanno a più riprese sconfitti hanno fatto sapere di aver conquistato anche il 'quartiere duè ma di essere costretti a procedere con cautela perché le strade sono state minate e negli edifici sono state piazzate bombe-trappola. Nella lenta avanzata casa per casa è stata anche scoperta una sartoria dove venivano cuciti bandiere e abiti per lo Stato islamico.

La Libia resta comunque un terreno estremamente complesso, dove sono moltissimi i gruppi armati che agiscono autonomamente. A Tripoli oggi le 'Brigate dei rivoluzionarì capeggiate da Haithan Al-Tajouri si sono impadronite della sede dei servizi d'informazione dopo aver preso il controllo della vicina sede dell'Istruzione e dei ministeri della sanità e delle comunicazioni. Non è dato sapere, secondo varie fonti, se agiscano per conto del Consiglio presidenziale e del governo di unità nazionale oppure no. Infine lo Yemen, dove l' Isis e al Qaida negli ultimi due anni hanno approfittato della guerra civile per conquistare territori nel sud del Paese.

I governativi del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi (riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita) hanno infatti avviato con l'appoggio aereo dei sauditi un'operazione a est di Aden, città portuale divenuta la capitale di Hadi dopo che Sanaa è stata conquistata dai ribelli sciiti Houthi. Due i villaggi finora strappati ai fondamentalisti islamici, costretti a spostarsi verso aree meno strategiche.

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