Siria, rapito padre Jacques Murad, è legato alla comunità del gesuita Paolo Dall'Oglio

Siria, rapito padre Jacques Murad, è legato alla comunità del gesuita Paolo Dall'Oglio
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Venerdì 22 Maggio 2015, 21:17 - Ultimo aggiornamento: 21:19

Rapito un altro sacerdote in Siria: è padre Jacques Murad, cattolico di rito siriaco e priore del monastero di Mar Elian, nella cittadina di Qaryatayn. Il convento è legato al monastero di Mar Musa, del gesuita italiano Paolo Dall'Oglio, anche lui rapito, il 29 luglio 2013, mentre si trovava a Raqqa.

Padre Murad sarebbe stato prelevato dal suo monastero da uomini armati. Con lui potrebbe essere stato sequestrato anche il diacono Boutros Hanna, anche se quest'ultima notizia non è confermata dall'arcidiocesi siro-cattolica di Homs.

I sequestratori hanno costretto padre Jacques a mettersi alla guida della propria auto e, sotto la minaccia delle armi, gli hanno imposto di dirigersi verso una destinazione sconosciuta. Si ipotizza che dietro il rapimento ci siano gruppi salafiti presenti nella zona, rafforzati dai recenti successi dei jihadisti di al-Nusra e dello Stato Islamico. E proprio ieri l'associazione Les Amis de Mar Moussa, che porta avanti l'opera di padre Dall'Oglio, aveva pubblicato una recente mail di padre Murad, un vero e proprio sos: «Stiamo vivendo un momento molto difficile perchè gli estremisti dell'Isis si stanno avvicinando alla nostra città di Qaryatayn, dopo aver preso Palmira dove sono state uccise e decapitate molte persone. È terribile quello che stiamo vivendo, oggi ci siamo, domani non sia sa, la vita diventa complicata. Pregate per noi».

Il Nunzio apostolico a Damasco, monsignor Mario Zenari, ricorda come padre Jacques fosse «molto stimato da tutti, sia dai cristiani sia dai musulmani, per la sua apertura, la sua carità, e aveva cercato anche di mettere pace in questa zona, cercando di far dialogare le varie parti in contrasto». E Zenari ricorda che sono sei ora gli ecclesiastici rapiti in Siria. Padre Nawras Sammour, direttore del Servizio dei gesuiti per i rifugiati in Medio Oriente, ha raccontato ad Acs (Aiuto alla Chiesa che Soffre) l'ultimo incontro con padre Jacques, circa due mesi fa. «Era estremamente preoccupato per la presenza dei fondamentalisti a Qaryatayn. Quando gli ho chiesto se intendeva andarsene, mi ha risposto che lo avrebbe fatto soltanto se costretto, altrimenti sarebbe rimasto con il suo popolo».

Negli ultimi giorni padre Jacques aveva accolto nel monastero anche numerosi sfollati giunti da Palmira, la città appena caduta nelle mani dello Stato Islamico. La notizia di oggi richiama il ricordo del gesuita italiano, Dall'Oglio, del quale, ormai da quasi due anni, non si hanno più notizie. Ciclicamente fonti legate ai gruppi terroristici speculano sulla tragedia, comunicando che è vivo e che si trova recluso, nelle mani di un gruppo di ribelli piuttosto che un altro. Notizie che però non hanno mai trovato riscontro.

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