Siria, Profughe da sposare, ragazze in vendita su Facebook

Giovedì 22 Maggio 2014
1
Bastano poche migliaia di euro per comprare una donna siriana, anche minorenne ma soprattutto disperata perchť in fuga dal suo Paese in guerra e rifugiata in un campo profughi: √® la denuncia di organizzazioni arabe per la difesa dei diritti umani tornate sul piede di guerra dopo la recente comparsa su Facebook di una pagina in cui si offrono ¬ęsiriane da sposare¬Ľ.



Il fenomeno non √® nuovo: gi√† dall'anno scorso erano emersi scioccanti notizie di giovani siriane rinchiuse nei campi profughi giordani, turchi e iracheni vendute a uomini di diversi Paesi arabi, in particolare dell'area del Golfo. Le denunce riguardavano anche casi di violenze e molestie sessuali persino su ragazzine di dodici e tredici anni. La pagina Facebook ¬ęRifugiate siriane da sposare¬Ľ √® stata chiusa solo oggi dopo la protesta di centinaia di attivisti e avvocati per i diritti umani. Ma dal 17 al 21 maggio aveva raccolto migliaia di seguaci: molti solo curiosi, ma molti altri veri e propri clienti interessati alla merce esposta senza troppi veli. Alcuni post mostravano la foto della donna ¬ęin cerca di marito¬Ľ con un breve profilo circa la castit√† e la bravura nei lavori domestici. Ma la pagina era solo una vetrina: per entrare nel negozio, l'interessato doveva spedire una email di riferimento e cominciare a negoziare.



Secondo l'organizzazione non governativa araba Kafa, che ha pi√Ļ volte denunciato in passato il fenomeno, i clienti provengono per lo pi√Ļ da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, ma non mancano aspiranti mariti tunisini, marocchini, egiziani, algerini, yemeniti e del Bahrain. E rispondono ad annunci tipo: ¬ęAbbiamo ragazze rifugiate di tutte le et√† e di tutte le confessioni¬Ľ. In un clima di crescente polarizzazione confessionale, il servizio cerca di soddisfare tutte le richieste: per sunniti, sciiti e cristiani. ¬ęVi potete sposare legalmente o segretamente¬Ľ, si legge nella descrizione della pagina Facebook. Come raccontano attivisti siriani del gruppo ¬ęRifugiate, non schiave¬Ľ, in Giordania, dove centinaia di migliaia di profughi siriani sono assiepati nei principali centri urbani e nei campi profughi del nord, sui giornali locali si leggono numerosi annunci per la prostituzione di donne siriane e arabe in generale.



Il fenomeno √® diffuso anche in Libano, dove non ci sono campi profughi ufficiali ma dove pi√Ļ di un milione sono i siriani scappati dal loro Paese. Non ci sono solo gruppi criminali dietro questo traffico di esseri umani: spesso sono coinvolti gli stessi familiari delle vittime, a volte ¬ęincoraggiati¬Ľ da organizzazioni non governative locali che distribuiscono aiuti umanitari nei campi e che hanno accesso ai casi pi√Ļ disperati. Testimonianze provenienti dal Kurdistan iracheno e dalla Giordania raccontano di ¬ędonne siriane vendute persino in moschea¬Ľ, dopo trattative tra i genitori e dei sensali. Il mediatore, ma spesso la mediatrice, intasca almeno 50 euro per organizzare l'incontro. E se tra i due ¬ęc'√® intesa¬Ľ, la commissione, su un prezzo di tremila euro, √® di circa il 10 per cento. I matrimoni la maggior parte delle volte sono solo un espediente per ¬ęconsumare¬Ľ in fretta il piacere di deflorare una ragazza. Il divorzio √® spesso deciso dopo pochi giorni e tutto avviene in maniera ¬ęlegale¬Ľ. E, soprattutto, senza che la vittima possa denunciare lo sfruttamento ed esporsi cos√¨ a un'ulteriore umiliazione sociale.
Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA