Siria, incubo infibulazione: tutte le donne dello Stato islamico costrette a subirla

Siria, incubo infibulazione: tutte le donne dello Stato islamico costrette a subirla
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Mercoledì 23 Luglio 2014, 14:27 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 15:40

Tutte le donne dello Stato islamico, che si estende da Aleppo in Siria a Mosul in Iraq, devono subire l'infibulazione.

Lo prevede un «decreto» promulgato dall'autoproclamato «Califfo» Abu Bakr al Baghdadi ma la cui autenticità non può essere verificata. Il decreto è datato 21 luglio e ha le insegne dello Stato islamico ad Aleppo, nella regione di Azaz, a nord della metropoli siriana settentrionale.

Il testo, che presenta numerosi errori tipografici, si basa su presunti detti attribuiti al Profeta Maometto, ma le fonti usate non sono quelle solitamente citate per sostenere la validità della tradizione profetica.

Il testo afferma che «per proteggere lo Stato islamico in Iraq e nel Levante e nel timore che il peccato e il vizio si propaghino tra gli uomini e le donne nella nostra società islamica, il nostro signore e principe dei fedeli Abu Bakr al Baghdadi ha deciso che in tutte le regioni dello Stato islamico le donne debbano essere cucite».

Proprio ieri si è svolto a Londra un summit promosso dall'Unicef contro le mutilazioni genitali femminili e per i diritti delle donne. Il fenomeno delle mutilazioni, diffuso anche in Africa e in particolare in Egitto, deriva da tradizioni conservatrici ma - come confermato già da anni anche dal grand imam di Al Azhar, la massima autorità teologica sunnita - non trova fondamento nella dottrina islamica.

Dal dibattito di Londra è emerso che fino a 700 milioni di donne nel mondo sono costrette a matrimoni forzati. Di queste, 250 milioni sono obbligate a sposarsi prima di aver compiuto 15 anni. Le mutilazioni genitali si stanno diffondendo però anche nelle comunità immigrate in Europa. Si calcola per esempio che fino a 137mila ragazze in Inghilterra e Galles vi siano state sottoposte.

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