Inghilterra, famiglia riduce in schiavitù un uomo per cinque anni: gli avevano promesso un posto di lavoro

Rozalia Siwak
di Federica Macagnone
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Cinque anni schiavo. Un tempo infinito in cui è stato costretto ai lavori forzati senza una paga e subendo abusi fisici e mentali. Giornate senza speranza trascorse con il costante pensiero di morire. Mesi che si sono trasformati in anni di prigionia. Poi la salvezza nel modo più inaspettato: una frattura, il ricovero in ospedale e la riconquista della libertà. Adesso Damian Siwak, 31 anni, Krystian Siwak, 25, e Rozalia Siwak, 47, di Bolton, sono finiti dietro le sbarre per i soprusi e le violenze senza fine che hanno inferto a quell'uomo che avevano illuso con la prospettiva di una vita migliore.

Tutto è iniziato oltre cinque anni fa quando la vittima, che oggi ha 46 anni, decise di trasferirsi nel Regno Unito dalla Polonia alla ricerca di un lavoro che gli garantisse giorni sereni. «Uno stipendio buono per un lavoro onesto» gli aveva assicurato Krystian. La sua meta sarebbe dovuta essere Liverpool, ma quando mise piede in Inghilterra fu immediatamente portato a casa dei suoi aguzzini a Bolton e venne privato dei documenti. Da quel momento l'inferno. L'uomo veniva trattato come uno schiavo, era costretto a lavorare senza percepire alcuno stipendio. Il cibo che gli passavano gli bastava appena per reggersi in piedi, ma non poteva mai rifiutarsi di eseguire i compiti che gli venivano impartiti se non voleva rischiare di essere picchiato. I giorni per lui trascorrevano tutti uguali, mentre Damian e Krystian lo minacciavano e lo massacravano quotidianamente per tenerlo in stato di sudditanza fisica e psicologica. Più volte ha tentato di fuggire da quell'inferno e più volte è stato riacchiappato e ricondotto negli inferi con minacce di morte. «Se provi a farlo un'altra volta ti seppelliamo vivo nel bosco» continuavano a dirgli per impaurirlo. Mentre i giorni passavano, il suo fisico diventava sempre più debilitato, fino a ridursi pelle e ossa.

La salvezza è arrivata in maniera inaspettata nel giugno 2015 quando, dopo essere caduto da una scala ed essersi rotto una caviglia, è stato ricoverato al Royal Bolton Hospital. Ai medici è bastato poco per capire che quell'uomo non stava bene: era malnutrito e aveva lividi sul corpo. Nei suoi occhi si leggevano la paura e gli anni di sofferenza. Con l'aiuto di alcuni psicologi, l'uomo ha raccontato tutto quello che subiva da cinque anni e i medici hanno immediatamente allertato la polizia che è piombata a casa degli Siwak arrestando i due uomini e la donna.

«Questo è un caso straziante – ha detto al Manchester Evening News l'ispettore capo della polizia Christopher Mossop – Non ho mai incontrato nessuno che fosse tenuto in schiavitù per tutti questi anni. Non riesco a immaginare l'angoscia di questo uomo che ha trascorso cinque anni della sua vita a completa disposizione di una famiglia che lo sfruttava, lo picchiava e stava per farlo morire di fame. Lo hanno condizionato a tal punto da fargli credere che era sotto il loro completo controllo, che non aveva scampo. Se non si fosse fatto male e non fosse stato portato al Royal Bolton Hospital, sarebbe ancora in quella casa». Adesso i tre non possono più fargli paura, dopo che il giudice ha pronunciato la condanna: Damian è stato imprigionato per tre anni e quattro mesi, mentre Kyrstian e Rozalia sono stati entrambi condannati a due anni e tre mesi.

Sabato 13 Febbraio 2016, 15:07 - Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 14:15
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