Salah dopo l'arresto: sono contento, non ne potevo più. Trovati detonatori nel covo di Forest

Lunedì 21 Marzo 2016
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Salah Abdeslam

«Sono contento che sia finita. Non ne potevo più...». Queste le prime parole di Abdeslam Salah, subito dopo l'arresto tre giorni fa, secondo quanto racconta il quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad. Anche il suo avvocato, Sven Mary, ha riferito a Radio 1, la radio pubblica, che il suo assistito si è sentito «sollevato» che la «caccia fosse finita».


Alcuni detonatori sono stati trovati all'interno dell'appartamento di Rue du Dries, a Forest, dove si era nascosto Salah. Lo rende noto una fonte inquirente al quotidiano Le Soir. Si tratta della casa dove martedì scorso c'è stata una sparatoria dopo l'irruzione per una perquisizione di routine da parte di quattro agenti belga e due francesi. Nel covo erano già stati trovati anche un kalashnikov, 11 caricatori, una bandiera dell'Isis e un libro sul salafismo.

«Non possiamo ancora dire se Salah collaborerà o meno: non possiamo ancora esprimerci sulle sue dichiarazioni», ha detto il Procuratore belga. Mentre quello di Parigi, Francois Molins., ha sottolineato: «Tocca alle autorità belghe e solo a loro decidere sul tema dell'estradizione, ma non posso negare che c'è attesa da parte degli inquirenti francesi e dei parenti delle vittime di Parigi ascoltare Salah».

La polizia belga ha identificato il secondo sospetto terrorista in fuga, oltre ad Abrini, che si nascondeva finora dietro l'identità di Soufiane Kayal. Si tratta di Najim Laachraoui, per il quale è stato emesso un mandato d'arresto. Najim Laachraoui, nato il 18 maggio 1991 era partito per la Siria a febbraio 2013, ha indicato la procura. Era con Salah, in una Mercedes in affitto, quando furono fermati il 9 settembre 2015 alla frontiera tra Ungheria e Austria assieme a Mohammed Belkaid, l'uomo ucciso nel blitz della polizia a Forest martedì scorso.
 

Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 09:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA