Russia, le iniettano un medicinale a cui era allergica: muore dopo l'intervento al seno

di Federica Macagnone
Era entrata in clinica con gioia per regalarsi un seno un po' più abbondante e fare una sorpresa a suo marito,  convinta che entro pochi giorni sarebbe tornata a casa con una nuova silhouette: non sapeva che da quella clinica non sarebbe uscita viva. Nelli Dorozhkina, 37enne medico di Khabarovsk, in Russia, madre di tre figli, si era affidata al bisturi dei suoi colleghi fornendo loro l'elenco dei farmaci ai quali era allergica per evitare qualunque possibile incidente: una volta in sala operatoria, si era addormentata tranquillamente sotto l'effetto dell'anestesia. 

Quando si è risvegliata, però, ha assistito a una scena che l'ha messa in ansia: il chirurgo e l'anestetista stavano litigando furiosamente a proposito dei farmaci che non avrebbero dovuto essere utilizzati durante l'intervento chirurgico. Quando si sono accorti del suo risveglio, i due hanno minimizzato la questione tentando di tranquillizzarla, ma il giorno dopo Nelli ha cominciato a stare male. «Mi ha raccontato della lite a cui aveva assistito - racconta il marito, Yury Saprykin - e io sono entrato nel panico, ma i medici mi hanno assicurato che era tutto normale, in fondo si era trattato di una piccola correzione al seno, nulla di trascendentale. Mi hanno anche detto che la sua temperatura era aumentata, ma non c'era nulla di cui preoccuparsi: le hanno solo consigliato di bere più acqua e di riposare». 
Era talmente tutto sotto controllo che nel giro di poche ore la situazione è precipitata. Nelli è stata trasportata in un ospedale più attrezzato, ma ogni tentativo di recuperarla è stato inutile: a tre giorni dall'operazione è entrata in coma ed è morta per choc anafilattico. «E la clinica - dice Yuri - non mi ha neanche dato spiegazioni, né si è scusata. Nelli era un medico, ha dato tutte le informazioni utili per non essere esposta a rischi, viste le sue allergie a certi farmaci: qualcuno ha sbagliato, la verità deve venir fuori». E sulla vicenda, infatti, è stata aperta un'inchiesta: i medici che l'hanno operata rischiano grosso, visto che i magistrati appaiono convinti che la morte di Nelli non sia stata causata da una semplice disgrazia, ma da una grave negligenza professionale.  

Quella di Nelli è comunque solo l'ultima di una lunga serie di tragedie analoghe  su cui sta indagando la magistratura e che gettano una luce sinistra sulle cliniche russe di chirurgia plastica. Inna Moskovaya, una ginecologa 44enne, è morta a maggio dopo essere caduta in coma dopo un intervento di ampliamento del seno che aveva tenuto segreto ad amici e parenti. In precedenza Natalia Orlova, operatrice di Borsa di 54 anni, era morta dopo un intervento estetico per ringiovanire il viso. Nello scorso aprile l'estetista Marina Kushkhova, 29 anni, è morta dopo un'operazione per ritoccare il naso, e nello stesso mese una 41enne canadese è deceduta dopo un viaggio a Mosca per impiantare protesi mammarie. Come Nelli, nella primavera 2017 anche la 30enne Falina Rakushina si era sottoposta a un intervento di ampliamento del seno per fare una sorpresa a suo marito, ma subito dopo era entrata in un coma destinato a durare 13 mesi: a giugno scorso Galina è stata dichiarata morta.
Giovedì 9 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2018 19:02

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