Parigi, Disneyland chiuso fino al 17 novembre: aumentano i controlli anche fuori città

Parigi, Disneyland chiuso fino al 17 novembre: aumentano i controlli anche fuori città
di Francesca Spanò
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Sabato 21 Novembre 2015, 13:06 - Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 16:29

Rialzare la testa, con coraggio e dignità. Ma non abbassare la guardia. Sembra essere questo l’obiettivo di Parigi e cittadine limitrofe che a due giorni dal terribile attacco terroristico, provano lentamente a tornare a vivere.

Non è certamente una domenica come tutte le altre, si percepisce nell’aria a Marne La Vallée dove sorge il parco divertimenti più amato al mondo e dove le strade nei dintorni di Serris sono praticamente deserte. Solo qualcuno che approfittando dell’aria stranamente mite per il periodo ha scelto di passeggiare o di correre per mantenersi in forma. Silenzio e compostezza sono palpabili, ma la vita deve piano piano riprendere. Le famiglie di vacanzieri sono rimaste a casa e non affollano i parcheggi e non sono in fila per il biglietto di ingresso per il mondo Disney. I cittadini si stringono attorno ai propri cari.

Il noto outlet La Vallée ha deciso di sbarrare l’ingresso ai visitatori almeno fino a domani, lasciando aperto solo l’annesso centro commerciale dove le commesse provano a sistemare gli addobbi natalizi con gli occhi bassi. Niente shopping di lusso, anche se le navette si muovono regolarmente dai principali alberghi in zona. Già, perché non sarà più un Natale felice, una festa come tutti gli altri anni, quella in arrivo fra poco più di un mese. Punti vendita quasi vuoti e all’interno di ogni brand più famoso sono aumentati i controlli. Borse aperte a mostrare il contenuto e un dispiego di forze comune in casi straordinari come questo, ma di sicuro importante.

E anche Disneyland che ieri non aveva spalancato i cancelli parlando di chiusura temporanea, ha deciso di estendere lo stop fino al 17 novembre compreso. Questo per rispettare i giorni di lutto nazionale e, certamente, per preservare la sicurezza dei visitatori che è la priorità (anche se è bene specificare che qui non c'è mai stato alcun rischio). Mentre i sette alberghi all’interno del parco si svuotano, si continua a lavorare alla riapertura in un periodo in cui, tra l’altro, diverse amatissime attrazioni (tra le quali It’s a small world) sono in restauro per essere presentate alla grande a breve. Pure oggi i principali personaggi stanno giocando con i bambini che ancora non sono partiti e tra reception e ristoranti è possibile scattare la foto (o avere un autografo ) da Biancaneve, Tigro, Pippo, Paperino, Minnie e Merida. Resta aperto il Village con i negozi del brand e la musica natalizia si diffonde nell’aria, con toni più pacati e volume più basso certo.

Lo sgomento è palpabile ovunque, insomma, non solo nella Capitale, l’attenzione è alta ma lo spirito francese fiero viene fuori. Se la paura non è comprensibilmente passata e si contano ancora morti e feriti, ora è il momento di agire. Di fare muro contro l’immediato passato e andare avanti. I negozi torneranno a riempirsi, il parco accenderà il suo gigantesco albero, riprenderanno le normali attività questa settimana e il turismo decollerà ancora una volta, perché nonostante il dolore è questo che accade quando la realtà viene sconvolta: la voglia di vivere è sempre più forte.