Norvegia, 100 morti: strage di ragazzi
inseguiti e uccisi. Il folle forse non era solo

Sabato 23 Luglio 2011
La disperazione dei sopravvissuti a Utoya
OSLO - Settantasette morti il bilancio dei due diversi attentati che hanno sconvolto la Norvegia. Una bomba � esplosa nella zona centrale di Oslo, devastando diversi edifici, ha provocato sette morti.


Vi sono ancora corpi all'interno degli edifici danneggiati dall'esplosione di ieri a Oslo. Lo ha detto ai giornalisti il capo della polizia norvegese, Sveinung Sponheim, confermando che lo scoppio è stato causato da un'autobomba. Il recupero dei corpi è reso difficile dal fatto che gli edifici sono al momento troppo instabili e pericolosi per entrarvi e che vi sono ancora esplosivi non disinnescati.


Molto più pesante il bilancio della sparatoria sull'isola di Utoya, dove la polizia ha riferito che i morti sono almeno 90 (ci sono però diversi dispersi) e il bilancio potrebbe salire ancora. Le autorità norvegesi hanno riferito di avere arrestato ieri sera un uomo, un 32enne norvegese fondamentalista cristiano e che la sua cattura è in relazione alle stragi sull'isola di Utøya e Oslo. L'uomo è l'ideatore dell'attentato e l'esecutore della sparatoria.



Anders Behring Breivik ha confessato di essere l’autore del massacro sull’isola di Utoya: lo ha detto in una conferenza stampa la polizia norvegese, che sta interrogando il giovane. Anders Behring Breivik si è arreso alla polizia senza opporre resistenza dopo aver perpetrato per un'ora e mezza indisturbato il massacro sull'isoletta.



Non è ancora chiaro se l'uomo arrestato a Utoya sia il solo responsabile della strage sull'isola e della bomba a Oslo. Lo ha detto ai giornalisti il capo della polizia norvegese, Sveinung Sponheim. La polizia, ha spiegato, sta continuando ad ascoltare le testimonianze di chi riferisce che vi era un secondo uomo armato sull'isola.



Psicosi attentati in Norvegia. I media norvegesi riferiscono di un allarme bomba oggi pomeriggio nel centro di Oslo. La polizia ha evacuato l'area intorno a Solli Plass, una piazza della capitale norvegese. La polizia ha fermato anche un uomo armato di coltello vicino al primo ministro norvegese, mentre era in visita sull'Isola di Utøya, teatro della strage di ieri. L'uomo è stato fermato fuori da un hotel in cui si trovava il premier per incontrare i superstiti della strage di ieri. Ammanettato dalla polizia ha spiegato di avere il coltello «perché non si sentiva al sicuro».



Alla tragedia che ha colpito la Norvegia, in queste ore si aggiunge il dramma dei genitori che ancora non sanno se i loro figli sono sopravvissuti alla sparatoria sull'isola di Utoya. Sull'isola si trovavano circa 500-600 giovani, secondo quanto hanno riferito i media norvegesi e alcuni risultano ancora dispersi, mentre proseguono le ricerche sull'isola e in mare.



La polizia norvegese sta scandagliando le acque del lago anche con l'impiego di un piccolo sottomarino. «Non sappiamo quante persone fossero sull'isola, quindi dobbiamo continuare a cercare», ha dichiarato un dirigente della polizia. «Ho visto solo gente che si tuffava in acqua, almeno 50 persone che nuotavano verso la riva. Piangevano, urlavano, tremavano, erano terrorizzati», ha raccontato Anita, 42 anni, che vive vicino all'isola di Utoya.



I dispersi sono 4-5. Dall’isola di Utoya mancano ancora all’appello quattro o cinque persone, che vengono cercate. Lo ha detto in una conferenza stampa la polizia norvegese. Se non venissero trovati vivi i 4-5 dispersi potrebbero far salire il bilancio provvisorio del duplice massacro a 97 morti.



Una ventina delle persone ricoverate dopo gli attacchi di ieri a Oslo sono in condizioni disperate. Lo ha detto il primario del policlinico universitario di Ulleval, a Oslo. Paal Aksel Naess, riferisce il sito del quotidiano Aftenposten, afferma che sono 30 i feriti ricoverati in condizioni gravi, venti dei quali in fin di vita.



Era armato di una pistola e di un fucile automatico l'uomo alto e biondo che ieri ha aperto il fuoco contro un campo estivo per giovani sull'isolotto di Utøya, non lontano da Oslo. Era vestito da poliziotto. L'aggressore, un cittadino norvegese che secondo SkyNews, è stato visto aggirarrsi anche sul luogo dell'attentato alla bomba perpetrato nel pomeriggio di ieri nel centro di Oslo. La sparatoria è avvenuta circa 90 minuti dopo lo scoppio della bomba e per raggiungere Utøya dalla capitale bastano circa 30 minuti.



Contro Anders Behring Breivik, l'uomo arrestato in relazione ai due attacchi di ieri, sono al momento state formulate due accuse di terrorismo.



Brevivik è di nazionalità norvegese. Lo ha detto il ministro della giustizia Knut Storberget in una conferenza stampa tenuta stasera assieme al premier Jens Stoltenberg. Il ministro ha detto che le vittime della bomba esplosa nei pressi di alcuni uffici governativi sono sette e che i feriti sono stati «una decina». «Diversi giovani sono morti a diversi altri sono dispersi», ha poi aggiunto facendo riferimento avvenuto sull'isolotto di fronte a Oslo dove si stava tenendo un campo estivo roganizzato dal partito laburista.



La bomba fabbricata in una fattoria. La bomba esplosa ieri nel centro di Oslo è stata fabbricata nella fattoria di Asta di proprietà di Anders Behring Breivik. Lo riferisce la radio norvegese P4. Gli inquirenti hanno quindi confermato che il giovane aveva ordinato sei tonnellate di fertilizzanti e, apparentemente, tre non sono state utilizzate.



È ancora troppo presto per discutere dei motivi che sono dietro ai due attacchi di ieri. Lo ha riferito la polizia norvegese, dopo aver confermato l'identità dell'uomo arrestato a seguito della sparatoria sull'isola di Utøya e aver messo l'uomo anche in relazione alla bomba esplosa nel centro di Oslo. È inoltre ancora troppo presto, ha aggiunto la polizia, avanzare ipotesi sulla possibilità che insieme al 32enne norvegese Anders Behring Breivik, siano coinvolte anche altre persone.



Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha definito oggi «una tragedia nazionale» il doppio attacco che ha provocato almeno 87 morti ieri nella capitale.«Mai dalla seconda guerra mondiale il nostro paese è stato colpito da un crimine di questa portata», ha detto il premier. «È un incubo» ha aggiunto il premier evocando il «sangue e la morte» che si sono trovati di fronte i giovani partecipanti alla riunione laburista sull'isola alla periferia della capitale. Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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