Monaco, attentato al centro commerciale: dieci morti, il killer è un 18enne tedesco-iraniano

Venerdì 22 Luglio 2016 di Andrea Andrei
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Attentato a Monaco in un centro commerciale verso le 18 di venerdì: sono dieci le vittime dell'attacco e 21 i feriti, tre dei quali in pericolo di vita. Tra i feriti anche bambini. Le esplosioni dei colpi di arma da fuoco si sentono chiaramente in vari video amatoriali pubblicati sul web in cui si vede la gente scappare dal centro Olympia, nella zona del villaggio olimpico costruito per i Giochi del 1972. Fra i morti l'attentatore, «un 18enne nato in Germania da famiglia con origini iraniane, che ha agito solo e che si è tolto la vita a un chilometro dal luogo della strage. Non era noto alle forze dell'ordine» ha detto il comandante della polizia di Monaco, Hubertus Andrae, in una conferenza stampa iniziato poco dopo le 2.

Il killer aveva una «doppia cittadinanza, non era un profugo e abitava in città», ha riferito il capo della polizia di Monaco precisando che il giovane ha usato una pistola e che nessun esplosivo è stato rinvenuto nel suo zaino. Non c'è alcun elemento che indichi una matrice islamica dell'attacco o «parallelismo» con l'attacco con ascia sul treno a Wuerzburg, ha detto Andrae avvertendo però che questi aspetti verranno chiariti da un'inchiesta. Forse il giovane lavorava nel centro commerciale oppure aveva legami con le attività dell'Olympia. 

Le prime persone colpite dal giovane, fra le quali tre vittime, erano nel centro commerciale: le altre cinque sono state uccise nei pressi di un McDonald's al cui interno il 18enne avrebbe ricaricato la pistola che non è stata ancora trovata. La polizia non ha spiegato se il giovane possa avere avuto dei complici, magari anche solo per raggiungere o fuggire dal luogo della strada. Non ci sono elementi che possano far pensare al terrorismo islamico anche se le indagini sono ancora in corso per ricostruire parentele e amicizie del ragazzo del quale è stata trovata la carta d'identità. Gli agenti hanno anche trovato la sua vettura.

Tutta la città di Monaco è restata paralizzata fino all'una odierna: nessuno poteva uscire, nessuno poteva entrare. Le ferrovie hanno messo a disposizione vagoni per ospitare le persone bloccate in città. Verso le 2 la situazione è tornata tuttavia normale ed è stato revocato l'invito ai cittadini a non uscire di casa.

La polizia ha inoltre affermato di non potere ancora garantire che il video girato da un terrazzo con un dialogo con un giovane sia effettivamente legato alla strage. Il video è quello in cui la persona armata in un parcheggio sopraelevato dice di essere tedesco e di essere stato in cura in una clinica per disturbi mentali, una risposta a chi stava girando il video da un terrazzo e che l'aveva invitato a farsi curare.

Gli investigatori hanno comunque detto di avere raccolto e visto molti video utili alle indagini. Alcuni testimoni hanno riferito di averlo sentito insultare i turchi mentre non è stato confermato che abbia urlato "Allah Akbar" come ha riferito una turista kosovara. Un'altra conferenza stampa della polizia è stata annunciata per le 13 odierne. 
 

 

Dopo i primi spari è subito scattata un'intensa caccia all'uomo, con posti di blocco e reparti speciali schierati. La stazione ferroviaria è stata evacuata e sono stati bloccati tutti i treni in partenza; bloccata anche la metropolitana ed interdetto l'ingresso in città alle auto dalle autostrade, con code chilometriche in entrata sulle autobahn. Intensificati anche i controlli al confine con l'Austria e la Repubblica Ceca.

Il corpo senza vita dell'attentatore è stato infine trovato alle 20.13 nelle vicinanze del centro commerciale.

La strage è avvenuta a pochi giorni dall'assalto di un diciassettenne su un treno, sempre in Baviera, in cui sono rimaste ferite cinque persone a colpi di ascia. Questa volta l'attentatore entra in scena nel tardo pomeriggio in un centro commerciale pieno di gente di venerdì sera, con uffici appena chiusi, vacanze scolastiche appena iniziate e i saldi nel loro pieno. La Polizia ha subito lanciato un appello alla gente via twitter in tedesco, inglese e francese: state in casa, evitate le piazze ed i luoghi affollati. E non postate su internet video e foto dell'operazione di polizia in corso: finireste per aiutare gli attentatori in fuga.

È il panico. La gente scappa dal centro commerciale urlando e piangendo. La metropolitana viene completamente chiusa in tutta la città. Si sparge la voce di una seconda sparatoria in una piazza al centro, che però viene poco dopo seccamente smentita dalle forze dell'ordine. Ma il terrore si sparge pure nelle zone centrali, dove ad alcuni clienti è stato impedito di uscire dai negozi in cui si trovavano a fare acquisti. Gli ospedali accolgono intanto i feriti. Ed è allarme in tutto il Paese, mentre alla cancelliera Angela Merkel arrivano messaggi di solidarietà dall'Europa e dalla Casa Bianca.  Una testimone avrebbe sentito l'attentatore gridare «stranieri di merda». 
 

Gli abitanti di Monaco sono stati invitati a rimanere chiusi in casa tramite un sistema di allarme che invia sms a tutti i cittadini. «Per la sua sicurezza eviti le strade e le piazze, gli aggressori si sono dati alla fuga, ascolti la radio e la televisione», si legge nel messaggio. Scene di panico si sono registrate attorno alla stazione centrale dopo che questa è stata evacuata, con la gente che correva in varie direzioni. 

La sparatoria è avvenuta nella zona dove c'era il villaggio olimpico ai Giochi di Monaco del '72 e dove un commando di terroristi palestinesi uccise 11 atleti della squadra israeliana (nell'assalto morirono anche 5 attentatori e un poliziotto). 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 08:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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