Libia, quei tre piccoli affogati: la strage infinita dei bambini in mare

di Mauro Evangelisti
Sono stati recuperati sulla spiaggia a est di Tripoli. Sono tre bambini, avevano meno di un anno e mezzo, indossavano tute di colore rosso, uno di loro ha ancora le scarpe da ginnastica bianche e rosa. I visi gonfi che sembrano guardare in alto, invocando qualcosa. Due erano marocchini, uno egiziano. I cadaveri sono tenuti, con goffa delicatezza, da due uomini in divisa della guardia costiera e da un altro soccorritore vestito di bianco. Le foto non hanno sonoro, ma in quelle immagini sembra di capire che non abbiano parole i tre uomini che sollevano i cadaveri dei bimbi morti nell'ennesimo naufragio della imbarcazione che trasportava migranti verso l'Europa.
I tre piccoli sono tra le cento vittime della tragedia di ieri. Sarebbe ingenuo ricordare che mentre i potenti dell'Ue discutevano su come gestire un fenomeno complesso ed epocale come quello dell'immigrazione, mentre si facevano battute su chi tra i governanti abbia un'esperienza da professore universitario, chi da saldatore, mentre si scrivevano comunicati e dichiarazioni su quale paese avesse ottenuto di più al tavolo delle trattative, quei tre bambini e gli altri adulti che volevano raggiungere l'Europa e un mondo migliore stavano morendo. Sarebbe una sintesi stupida per raccontare questa storia, come lo sono tutte le semplificazioni. Però quell'immagine possiede una forza indubbia ma allo stesso tempo passeggera.

Resterà il tempo di un post su Facebook, una frasetta su Twitter, e poi sarà dimenticata. Così è stata scordata quella del bambino siriano trasportato su una valigia dal padre mentre fuggiva dai bombardamenti in Siria; è stata cancellata la foto del 2015 del cadavere di Aylan, bimbo di tre anni siriano curdo, nella spiaggia di Bodrum ma anche quella di Omran, il piccolo ricoperto di sabbia dopo il bombardamento ad Aleppo. Altri bambini la settimana scorsa hanno scosso l'America, in quel caso c'erano anche le voci sofferenti, le frasi in spagnolo disperate dei piccoli separati dai genitori che da Sud tentavano di entrare illegalmente negli Stati Uniti.

BILANCIO
Ieri la guardia costiera libica è riuscita a salvare 16 migranti, ma altri cento sono dati per dispersi. I tre corpi dei bambini sono stati riportati a riva, ma secondo i testimoni ve ne erano anche altri sull'imbarcazione. Un sopravvissuto yemenita: «A bordo c'erano 20 donne e 10 bambini». «Quanti siano di preciso i dispersi o i morti totali, per ora non lo sappiamo», ha detto alla Cnn la portavoce della Agenzia delle Nazioni unite per l'Immigrazione, Christine Petré. La Guardia costiera libica su Facebook ha spiegato che a naufragare è stata «una barca di legno rovesciatasi perché vecchia». Tutto è avvenuto alle quattro di notte, sei-sette miglia al largo ad est di Tripoli. Il barcone era vecchio, c'erano 120-125 persone a bordo. Ha ceduto la prua, forse per il carico eccessivo, dal motore si è sviluppato un incendio.


 
Sabato 30 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:25

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 28 commenti presenti
2018-07-02 05:49:32
Non è la prima tragedia che succede a questa gente eppure continuano a partire e a portarsi dietro bambini piccoli ....basta evitare le partenze visto che i primi a fregarsene sono proprio i genitori
2018-07-01 15:44:13
Ma è possibile che gente del Marocco ed Egitto mettano dei bambini cosi su un barcone fatiscente? Me la prendo anche con i genitori e con chi li invita qui, queste sono persone che vogliono semplicemente scavalcare le leggi ed oltretutto vengono da paesi relativamente sviluppati e senza guerre.
2018-06-30 16:19:14
leggo molto cinismo in tanti commenti, immagino che ben altra preoccupazione vi da il fatto che non siamo ai mondiali, complimenti, dovreste vergognarvi!!!
2018-06-30 20:56:45
Noè salvo altri stupidi uomini o non salvò forse l' insostituibile? non parlo dei mondiali ovviamente.
2018-07-02 09:11:32
nessun complimento, la vergogna la lascio tutta a chi mette in mare questi bambini, e a chi vuole ritorcerla su di noi. Basta sbarchi, basta.
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