Migranti, in 600 sfondano le reti a Ceuta per entrare in Spagna

Migranti, in 600 sfondano le reti a Ceuta per entrare in Spagna
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Giovedì 26 Luglio 2018, 16:27 - Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 20:10

La Guardia Civil lo ha definito l'assalto probabilmente più violento al 'murò spagnolo di Ceuta, l'enclave di Madrid in territorio marocchino: 800 migranti subsahariani hanno attaccato la doppia recinzione alta sette metri che circonda la città e in 602 sono riusciti a sfondare. Entrando in Spagna dopo una battaglia campale. 

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I migranti, quasi tutti uomini, sono scesi dal Monte Gurugu, dalla parte marocchina della frontiera dove a migliaia attendono il momento di tentare di forzare il passaggio in terra spagnola ed europea, hanno attaccato le recinzioni, arrampicandosi o cercando di romperle con cesoie seghe. E perfino 'lanciafiamme artigianalì. Hanno attaccato nella zona di Finca Berrocal, dove diverse curve nel percorso della rete creano angoli morti che complicano il controllo delle telecamere di sicurezza. Molti si sono feriti con il filo spinato in cima alle recinzioni. Quando sono arrivati gli agenti spagnoli e marocchini è partito lo scontro: lanci di feci, calce viva, pietre, bottiglie incendiarie con diversi migranti che si erano attrezzati con 'scudì fatti in casa. Lo scontro è stato violento. La Croce Rossa spagnola ha indicato di avere medicato 132 migranti e 22 agenti, molti dei quali ustionati o feriti agli occhi dalla calce viva: 16 persone, 11 migranti e 5 agenti, sono state ricoverate. L'assalto è il primo andato in porto quest'anno: l'ultimo sfondamento risaliva al febbraio del 2017, quando 850 migranti erano riusciti con un attacco in massa, e a sorpresa, ad entrare dal valico doganale stradale. Il nuovo sfondamento arriva mentre la Spagna attraversa una fase critica per il forte aumento degli arrivi di migranti via mare su decine di barconi salpati dalle coste del Nord Africa. I centri di accoglienza lungo la fascia mediterranea andalusa sono tutti completi. A Cadice, Malaga, Tarifa, Algeciras, vengono aperti centri sportivi e padiglioni comunali per accogliere i migrnti subsahariani e nord-africani. Con l'Andalusia che ormai parla di situazione «al collasso». Dopo la chiusura dei porti italiani e maltesi alle navi delle ong, la Spagna del nuovo premier socialista Pedro Sanchez è vista come la terra di approdo più facile. È diventata il paese Ue con più arrivi, 18.653 via mare dall'inizio dell'anno al 18 luglio, contro 17.838 in Italia e 14.490 in Grecia. Le frontiere terrestri con il Marocco delle due enclave in Marocco, Ceuta e Melilla, inoltre sono state sfondate dal primo gennaio da altri 3.719 migranti. Per ora l'impennata degli arrivi non ha provocato reazioni di rigetto significative nella popolazione e nella politica. Il fenomeno però è recente e il governo di Sanchez non ha annunciato misure restrittive. Non è escluso però che qualcosa possa cambiare se la tendenza si mantiene. Nelle province del sud andaluso - dove arriva l'80% dei migranti via mare - cresce però la preoccupazione. Il sindaco di Algeciras José Ignacio Landaluce avverte che lo stretto di Gibilterra sta diventando «la nuova Lampedusa»: la capacità di accoglienza «è al limite» e se il ritmo di crescita degli arrivi si mantiene la situazione «sarà difficile da reggere».

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