Marò, Renzi telefona a Ban Ki-moon. Viceministro indiano: «Passi avanti»

Mercoledì 26 Febbraio 2014
Nel corso di una telefonata con Ban Ki-moon, il premier Matteo Renzi, ha «confermato l'aspettativa che le Nazioni Unite possano contribuire a una soluzione» della vicenda dei due marò detenuti in India. «Il segretario generale ha assicurato massimo impegno delle Nazioni Unite». Lo si apprende da una nota di Palazzo Chigi.



Il ministero degli esteri indiano. La rinuncia ad utilizzare la legge per la repressione della pirateria (Sua Act) nel processo che coinvolge due fucilieri di Marina italiani «indica che è stato fatto un passo in avanti» per risolvere positivamente la questione. Lo ha dichiarato oggi a New Delhi la sottosegretario agli Esteri indiana Sujatha Singh. La 'numero due' del ministero guidato da Salman Khurshid ha ammesso che «la questione dei due militari italiani ha complicato le nostre relazioni con l'Italia». La responsabile ministeriale indiana ha poi aggiunto nel corso di una conferenza stampa che «stiamo cercando di risolvere la questione in base al complesso del nostro sistema legale e giudiziario». «E speriamo - ha concluso - che questo possa avvenire al più presto possibile». La Singh ha in questo modo confermato il giudizio positivo già dato dal ministro Khurshid sul fatto che la comunicazione effettuata dal procuratore generale indiano G.E. Vahanvati alla Corte Suprema circa la rinuncia del governo al Sua Act è stata la decisione «più ragionevole e obiettiva» che il governo poteva prendere per risolvere la grave crisi diplomatica con l'Italia.



La ministra Mogherini. «La via che seguiamo sul caso Marò è la stessa del precedente Governo ed è quella dell'internazionalizzazione della vicenda. Una via che richiede un profilo di responsabilità massima in questa fase che è delicata». Lo dice il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel suo primo intervento al Senato sul dl missioni.








Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio, 11:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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