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Mh 370, due anni dopo il volo Malaysian resta un mistero: suicidio del pilota o eroismo per evitare le città

Mh 370, due anni dopo il volo Malaysian resta un mistero: suicidio del pilota o eroismo per evitare le città
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Martedì 8 Marzo 2016, 20:03 - Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 17:36

Volo Mh 370, due anni di mistero. Come è possibile che un Boeing 777, un aereo che pesa quasi 300 tonnellate, tracciato con le tecnologie più sofisticate dell’aviazione civile moderna, sia sparito nel nulla? Le ricerche al largo delle coste dell’Australia, hanno finora coperto i tre quarti di un’area di 120 mila chilometri quadrati presa in considerazione. Risultato: nulla. I pochi frammenti recuperati sono stati recuperati, quasi per caso, in Africa, nell’Isola di Reunion e nelle coste del Mozambico. Molto lontano dalla zona delle ricerche e dalla rotta che avrebbe dovuto seguire l’aereo della Malaysian Airlines decollato a mezzanotte e quaranta dell’8 marzo 2014 da Kuala Lumpur con destinazione Pechino.

E’ ancora un mistero irrisolto la storia del volo Mh 370 sparito nel nulla con a bordo 12 membri dell’equipaggio e a 227 passeggeri, in maggioranza cinesi. Ce ne è abbastanza per fornire materiale a ricostruzioni complottiste o fantasiose che non verrebbero in mente neppure agli sceneggiatori di Lost. Ma ad oggi sono due le spiegazioni più credibili. La prima è quella che ipotizza un’azione volontaria del comandante, Zaharie Shah, 53 anni, o del copilota, il ventisettenne, Fariq Abdul Hanid. Quando emerse per la prima volta, questa ricostruzione fu ritenuta incredibile: perché uno dei due membri dell’equipaggio avrebbe dovuto coinvolgere i passeggeri nel suo desiderio suicida? Poi trascorse un anno e nello stesso mese del 2015, il 24 marzo, il mondo fu scioccato dall’azione di Andreas Lubitz, copilota della Germanwings che, dopo avere chiuso la porta della cabina approfittando di una momentanea assenza del comandante, fece precipitare l’Airbus 320 sulle Alpi francesi. Quel caso - che in realtà non era il primo della storia dell’aviazione civile - rafforzò il parallelo con la possibile azione suicida del comandante o del copilota del volo Mh 370. Però, nel caso di Lubitz, rapidamente emerse una storia di problemi psicologici e di salute. Proprio in questi giorni la Bild ha rivelato che il giovane pilota tedesco scrisse una mail al suo medico spiegando: «Ho paura di diventare cieco». Bene, gli esperti che stanno indagando e che hanno scavato nelle vite di comandante e copilota del volo Malaysian non hanno trovato nulla che possa fare ipotizzare il desiderio suicida.

Richard Quest, celebre giornalista della Cnn, su questo caso ha scritto un libro dal titolo “Tha vanishing of flight Mh370” e proprio perché non ci sono fatti certi che, al contrario della tragedia del volo Germanwings, rafforzino la tesi dell’azione del comandante o del copilota, invita a puntare su un’altra spiegazione: «La seconda ipotesi è che vi fosse un guasto meccanico. I piloti hanno cercato di tornare in Malesia». Forse, proprio per evitare di precipitare su centri abitati, da eroi si sono diretti verso il mare. Questo spiegherebbe il cambiamento di rotta: l’aereo invece di volare verso est, verso la Cina, era infatti tornato indietro, puntando a sud ovest.

Resta un fatto: dopo due anni, a luglio le ricerche saranno sospese. Cosa succederà dopo, è ancora da capire. Martin Dolan, capo dell’Autorità australiana che ha coordinato le operazioni di perlustrazione nel fondale nell'Oceano, in un’intervista al Guardian assicura: «E’ molto probabile che per quel mese il relitto sarà trovato». I familiari delle vittime chiedono di proseguire, mentre nel parlamento malese è stato rispettato un minuto di silenzio in occasione dell’anniversario della scomparsa dell’aereo. Un caso che ha avuto anche dure ripercussioni economiche per Malaysian Airlines: anche a causa di un successivo disastro, quando un suo aereo che volava sull’Ucraina è stato colpito da un missile, la compagnia è stata costretta ad attuare un severo piano di ristrutturazione, con il taglio di 6 mila posti di lavoro. 

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