Libia, islamici verso la conquista di Bengasi: 200 morti in scontri nel Paese

Libia, islamici verso la conquista di Bengasi: 200 morti in scontri nel Paese
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Giovedì 31 Luglio 2014, 16:14 - Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 19:09

Oltre 200 morti e 400 feriti nei combattimenti delle ultime settimane tra le diverse milizie a Tripoli e Bengasi. Bengasi sarebbe ormai in mano agli islamisti, mentre l'aeroporto di Tripoli è completamente distrutto. Sono le notizie riferite oggi dal ministro degli Esteri Federica Mogherini in commissione Esteri al Senato. Quanto agli italiani presenti in Libia, il capo della diplomazia ha detto che sono 241, ed ha rassicurato sul fronte energetico: «La produzione petrolifera in Libia non è al momento in condizione preoccupante», ha detto. Riguardo ai combattimenti tra islamisti e anti-islamisti, «C'è la notizia ancora tutta da verificare della presa di Bengasi da parte di Ansar al Sharia», ha spiegato il ministro degli Esteri, mentre a Tripoli è in vigore un «fragile cessate il fuoco» che sembra «non reggerà a lungo», ha aggiunto. «L'aeroporto è ormai distrutto» mentre si sono invece «concluse le operazioni di spegnimento dell'incendio in due depositi di carburante» vicini alla capitale, ha riferito Mogherini.

Tra i 241 italiani presenti in Libia, 144 sono in Tripolitania, 64 in Cirenaica, 33 nel Fezzan, più 45 tra personale dell'ambasciata e istituzionale. «Da ieri - ha spiegato - siamo impegnati a contattarli personalmente per offrire la possibilità di rientrare in Italia». Ci sono inoltre 830 italiani residenti stabili «di cui l'80% con doppia cittadinanza che si presume sceglieranno di restare».

A Bengasi almeno 75 corpi, per lo più soldati, sono stati trovati dopo due giorni di combattimenti in cui combattenti islamici e miliziani loro alleati sono penetrati in una base militare impadronendosene.

Le ultime due settimane di combattimenti sono state le più aspre da quando Muammar Gheddafi è stato deposto. Gli ultimi episodi di violenza hanno spinto diverse rappresentanze diplomatiche occidentali a lasciare il paese. Due brigate di ex ribelli, principalmente radicate nelle città di Zintan e Misurata, hanno martellato di colpi Tripoli con razzi Grad, artiglieria e cannoni, trasformando il sud della capitale in un campo di battaglia. La Francia ha chiuso la sua ambasciata a Tripoli ed evacuato 30 propri connazionali: la stessa cosa hanno fatto gli Usa facendo uscire dal paese il proprio personale scortato da numerosi soldati attraverso il confine tunisino.

Tre anni dopo la caduta di Gheddafi, il governo della Libia non è in grado di imporre la sua autorità su numerose brigate di ex combattenti che rimangono pesantemente armati e spesso fanno richieste politiche dello Stato. Bengasi ha vissuto ore di aspre battaglie che hanno portato le forze speciali a riturarsi nella base militare principale della città. La autorità di soccorso del paese, l'equivalente della nostra Croce rossa, hanno dichiarato di aver trovato 50 corpi all'interno della base. Almeno 35 corpi sono stati successivamente portati al principale ospedale di Bengasi, secondo alcuni media operanti sul posto. Fonti ospedaliere hanno parlato di 25 copri senza vita trovati in diverse altre zone della città.

Le forze dell'auto proclamato Consiglio della Shura di Bengasi, comprendente ex ribelli e militanti di Ansar al-Sharia legati ad al-Qaeda si sono impadroniti della base utilizzando armi pesanti e aerei da guerra. Sono state cacciate fuori dalle installazioni le truppe speciali che erano di stanza e forze irregolari legate a Khalifa Haftar, ex generale che aveva lanciato una campagna di resistenza contro le milizie islamiche del Paese. L'ex ufficiale ha riparato con le truppe in una base aeronautica fuori dalla città. I combattenti di Ansar al-Sharia, classificata come organizzazione terroristica da Washington, sono stati accusati dalle autorità per un attacco al consolato americano a Bengasi nel 2012 in cui è stato ucciso l'ambasciatore americano.

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