Libia, Gheddafi a Sirte: bombe su bunker
Prime vendette: stragi di civili e soldati

VIolenti scontri nel quartiere di Abu Salin, a Tripoli
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Venerdì 26 Agosto 2011, 09:06 - Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 00:04

ROMA - Caccia a Gheddafi che fa sentire la sua voce attraverso una tv amica con un messaggio audio. ma anche caccia all’uomo tra i cecchini lealisti e le prime vendette degli insorti. Si spara ancora a Tripoli dove si alternano momenti di tregua a vere e proprie battaglie porta a porta.

La scena e il fronte sono monopolizzati in queste ore dalla battaglia per Tripoli e la caccia a Gheddafi, con le sparatorie fin sull’uscio dell’hotel Corinthia sotto gli occhi di decine di giornalisti occidentali.

Le forze fedeli al rais hanno bombardato nuovamente l'aeroporto di Tripoli danneggiando un velivolo che si trova al suo interno.

Gheddafi localizzato a Sirte. Muammar Gheddafi sarebbe stato localizzato a Sirte: è quanto affermano fonti dell'Eliseo vicine a Nicolas Sarkozy. Il colonnello libico, finora introvabile, sarebbe stato visto nella sua città natale, ormai uno dei pochi bastioni di resistenza del regime, già bombardata dalle forze Nato. L'informazione, secondo quanto si apprende, è avvalorata dalla concentrazione di attacchi della Nato nella zona di Sirte e dall'affermazione del portavoce del Cnt (Consiglio di transizione), Ahmed Omar Bani, che Gheddafi potrebbe nascondersi non a Tripoli, ma nelle regioni dell'interno, in particolare nel deserto fra Sirte e Sabah. Lo stesso Bani ha confermato che gruppi di combattenti insorti dell'est del paese si sono infiltrati nella città natale del rais.

Tornado della Raf hanno bombardato con missili ad alta precisione un vasto bunker a Sirte. Lo ha annunciato il ministero della Difesa britannico. I Tornado sono decollati dalla base Marham a Norfolk giovedì notte. «Una formazione di Tornado GR4 ha lanciato missili Storm Shadow contro un vasto bunker quartier generale», informa il ministero della Difesa in un comunicato. «Non è questione di trovare Gheddafi, ma di assicurare che il regime non abbia la capacità di continuare la guerra contro il popolo libico» ha detto il ministro della Difesa Liam Fox alla Bbc.

Ma la guerra in Libia, come tutte, sembra celare ancora sottotraccia atrocità ben più dure: il ritrovamento di cadaveri chiaramente giustiziati, dell’una e dell’altra parte, rivela esecuzioni incrociate e lascia intendere che una campagna di vendette sia già iniziata.

I corpi di oltre 30 uomini, con ogni probabilità soldati lealisti di Gheddafi, sono stati rinvenuti, crivellati da colpi d’arma da fuoco, soprattutto in un accampamento militare nel centro di Tripoli, in una delle aree dove negli ultimi giorni si sono concentrati gli scontri, riferisce un inviato della Reuters sul posto. Almeno due erano ammanettati e questo potrebbe significare che gli uomini sono stati giustiziati.

Alcuni dei cadaveri indossavano uniformi militari, ma altri erano in abiti civili e a indicare che si trattava di soldati fedeli al rais è il fatto che nell’accampamento c’erano le bandiere verdi del regime e immagini del colonnello. Alcuni dei morti erano uomini di colore, e potrebbe dunque trattarsi di mercenari.

Segnali simili e tracce di analoghi accanimenti sono stati rilevati anche sui corpi di 17 civili accolti in un ospedale di Tripoli, suscitando il forte sospetto che siano stati giustiziati negli ultimi giorni dalle forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi nel compound del rais. «Ieri è arrivato all’ospedale un camion con a bordo 17 corpi», ha detto un’infermiera inglese, Kirsty Campbell, all’ospedale vicino alla base aerea di Mitiga. «Sono stati trovati a Bab al Aziziya, quando i ragazzi (i ribelli, ndr) sono entrati lì. Quegli uomini sono stati giustiziati nel compound», ha affermato, aggiungendo che altri cadaveri di giustiziati potrebbero venire scoperti.

Il ritrovamento di un camion pieno di cadaveri crivellati di colpi con ogni probabilità vittime dei lealisti di Gheddafi è confermato anche da un medico dello stesso ospedale vicino alla base aerea di Mitiga. Secondo il dottor Moez, che ha parlato con Sky News, «i 16 o 17 corpi erano crivellati di colpi. A molti di loro hanno sparato alla testa, ma avevano ferite dappertutto». Una delle vittime, secondo il medico, era ferita ma ancora viva e ha raccontato di essere stata catturata insieme agli altri dai lealisti di Gheddafi. Poi sarebbero stati tenuti in ostaggio per qualche giorno in una scuola vicino al centro città e infine giustiziati. «Questi - ha detto il dottore - sono i crimini per i quali Gheddafi dovrebbe essere processato dalla Corte penale internazionale. Sono sicuro che fatti analoghi sono avvenuti in molte parti della città e del Paese».

Un’altra strage di civili, secondo quanto riferito dai ribelli, è avvenuta durante la battaglia per la conquista del bunker di Gheddafi: 30 morti, tra loro anche donne e bambini. Sarebbero stati freddati da un cugino di Gheddafi, Nagi Al Hamir, mentre celebravano la vittoria dei ribelli davanti al compound. I loro corpi, riferiscono i ribelli, sono stati trovati solo oggi nei pressi del bunker, perchè la zona era piena di cecchini ed era impossibile avvicinarsi.

Gli insorti libici si stanno preparando a un attacco decisivo contro Sirte, città natale di Muammar Gheddafi e sua ultima roccaforte. Lo riferisce la Bbc, spiegando che, secondo i ribelli, tra le strade della città costiera ci sono circa 1.500 lealisti. Le forze legate al Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) hanno portato verso la città un gran numero di carri armati. La conquista definitiva della città potrebbe richiedere a loro giudizio circa tre giorni.

I ribelli libici si stanno preparando a dare l'assalto finale al carcere del quartiere di Abu Salim a Tripoli, ultima roccaforte dei lealisti nella capitale. Gli insorti dovrebbero partire all'attacco fra circa un'ora e temono soprattutto l'artiglieria e i cecchini dei lealisti. Abu Salim è un quartiere di casermoni: un ambiente simile a quello di molti videogame di guerriglia urbana, estremamente pericoloso per coloro che attaccano.

Clinton: Libia verso la libertà. La situazione in Libia resta difficile «ma è chiaro che l’era di Gheddafi si avvicina alla fine, aprendo la porta in Libia a una nuova era, un’era di libertà, giustizia e pace». Lo ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton.

L’Onu sblocca fondi per 1,5 miliardi di dollari. Il consiglio di sicurezza dell’onu nella tarda serata di ieri ha dato il via libera allo sblocco di fondi libici per 1,5 miliardi di euro, destinati alla ricostruzione del Paese. La decisione è arrivata dopo l’accordo trovato tra Stati Uniti e Sudafrica, che da due settimane si opponeva a questa misura, in quanto temeva che lo sblocco potesse automaticamente apparire come un riconoscimento ufficiale del Consiglio nazionale di transizione che, invece, ancora non ha ricevuto alcun riconoscimento da parte dell’Unione africana. L’intesa prevede che lo sblocco dei fondi, in precedenza congelati per via degli scontri in atto, non avrà bisogno di un voto del consiglio.

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