MILAN

Liberia, George Weah presidente: l'ex stella del Milan ha vinto le elezioni con il 61,5%

Giovedì 28 Dicembre 2017
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La leggenda del calcio George Weah, 51 anni, ex stella del Milan degli anni Novanta, ha vinto le elezioni presidenziali in Liberia. Lo riporta Sky News citando i dati della commissione elettorale secondo i quali, a scrutinio ormai praticamente terminato (al 98,1%), Weah ha ottenuto il 61,5% dei consensi, battendo il rivale Joseph Boakai, vicepresidente uscente, che ha avuto il 38,5%. Weah diventerà così presidente liberano e succederà a Ellen Johnson Sirleaf, la prima donna presidente africana.

Con sette settimane di ritardo rispetto al calendario inizialmente approntato, circa due milioni di liberiani sono andate alle urne il 26 dicembre per scegliere il successore di Ellen Johnson Sirleaf, prima donna eletta capo di stato in un Paese africano e vincitrice nel 2011 premio Nobel per la pace. Scegliere la data del ballottaggio non è stato semplice a causa di molteplici ricorsi contro i risultati del primo turno. Ma alla fine nella capitale Monrovia la Commissione elettorale ha dato il via libera, sull'onda della comunicazione della Corte Suprema secondo la quale durante il primo appuntamento elettorale, lo scorso 10 ottobre, ci sono stati effettivamente irregolarità e brogli ma non così gravi e consistenti da giustificare la ripetizione del voto.

In origine era previsto che per eleggere il successore della presidente Sirleaf - nel primo passaggio pacifico dei poteri da oltre 70 anni nel Paese dell'Africa occidentale - il ballottaggio si tenesse il 7 novembre. Vi erano stati però i
ricorsi del terzo classificato, Charles Brumskine, e dei suoi sostenitori. Superato questo scoglio, il giorno dopo Natale i 5.390 seggi si sono aperti regolarmente e, altrettanto regolarmente, si sono chiusi. L'affluenza al voto è stata alta, molti giovani si sono messi in coda fin dalle prime luci dell'alba ed entrambi i candidati hanno votato sottolineando l'importanza di questo appuntamento, definendolo «un test per la democrazia».

La presidente uscente Sirleaf, 79 anni, era entrata in carica nel 2006 dopo la cacciata (avvenuta nel 2003) di Charles Taylor, uno dei signori della guerra poi condannato a 50 anni di reclusione in Gran Bretagna per crimini di guerra e contro l'umanità perpetrati in Sierra Leone. La Liberia, così denominata perché fondata da schiavi liberati in America nel XIX secolo, è stata devastata da due guerre civili nell'arco di 14 anni. 250mila morti, migliaia di feriti e mutilati, resta uno degli Stati più poveri al mondo nonostante sia ricco di diamanti.

Weah, calciatore del Milan nella seconda metà degli anni Novanta, e ora esponente della Coalizione per il cambiamento democratico, in ottobre al primo turno aveva ottenuto il 38,4% dei voti, superando di dieci lunghezze Boakai (28,8% dell'Up, lo Unity Party di cui fa parte Sirleaf che però, dopo il primo turno, ha avuto un forte attrito con il partito).

In Europa, oltre alla maglia del Milan, Weah ha vestito quelle di Monaco, Paris Saint-Germain, Chelsea, Manchester City e Olympique Marsiglia. Nel 1995, primo calciatore non-europeo a conquistarlo, vinse il Pallone d'Oro ma anche il Fifa World Player e il premio di Calciatore africano dell'anno (riconoscimento già ricevuto nel 1989). Nel 1999 è stato insignito del titolo di Calciatore africano del secolo. Ritiratosi dall'attività agonistica nel 2002 a 36 anni, Weah è al 43/mo posto nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World  occer.

Prima di Weah, era toccato a un altro milanista impegnarsi in politica: Kakha Kaladze era divenuto vicepremier della Georgia e poi sindaco di Tbilisi. Appese le scarpe al chiodo, anche Andriy Shevchenko, provò la carriera politica, candidandosi alle politiche ucraine 2012, ma in quel caso fu un flop. È andata meglio a Pelè, arrivato a essere ministro dello Sport in Brasile. Un altro mito della Selecao, Romario, è entrato in politica, divenendo senatore.


  Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA