Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Oltrepassa il confine mentre fa jogging, 19enne arrestata e tenuta in carcere per due settimane

Oltrepassa il confine mentre fa jogging, 19enne arrestata e tenuta in carcere per due settimane
di Enrico Chillè
2 Minuti di Lettura
Domenica 24 Giugno 2018, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 11:59

Le mille insidie del jogging: infortuni, terreni sconnessi, fatica, attacchi da parte di animali. Ma anche le leggi più rigide sull'immigrazione. Ne sa qualcosa una ragazza francese di 19 anni, Cedella Roman, che dal settembre scorso vive in Canada ma che un mese fa è stata arrestata e trattenuta in carcere per due settimane negli Stati Uniti per aver oltrepassato il confine per errore, proprio mentre stava correndo per mantenersi in forma.




La grottesca vicenda è raccontata dall'Independent: la ragazza, che stava facendo jogging nei boschi intorno a Vancouver, non si era accorta di aver superato la frontiera tra Canada e Stati Uniti e non sapeva di essere stata ripresa da alcune telecamere. Proprio il fatto di essere filmata è stato considerato, ai sensi delle norme statunitensi sull'immigrazione, un'aggravante. Senza capire perché, in poco tempo, le guardie di frontiera degli Stati Uniti l'hanno fermata, ammanettata e portata in una caserma.

Cedella, sprovvista di documenti al momento del fermo e sottoposta ad un lungo interrogatorio, è stata poi condotta in un carcere di Tacoma, località distante circa 200 km dal punto in cui era stata intercettata dalle autorità statunitensi. Un vero e proprio incubo per la giovane, che ha raccontato: «Non c'era alcun cartello che indicasse il confine tra i due stati, quando mi hanno fermato ho pensato che mi avrebbero semplicemente riaccompagnata in Canada. Invece, una volta in caserma, mi hanno tolto tutto ciò che avevo ed è lì che ho iniziato a preoccuparmi e a piangere disperatamente, perché avevo capito che la faccenda si faceva molto seria».

Alla fine, l'incubo vissuto da Cedella è durato due settimane, fino alla sua scarcerazione, avvenuta il 6 giugno scorso. Sua madre, Christiane Ferne, è furiosa: «Non è giusto quello che le è capitato, perché mancavano i cartelli. In questo modo, chiunque può essere arrestato al confine e trattenuto per molto tempo». La vicenda è diventata nota proprio dopo la denuncia di Cedella e di sua madre. La guardia di frontiera degli Stati Uniti non ha voluto rilasciare commenti in merito, ma ha ricordato: «Oltrepassare il confine è sempre illegale, anche quando questo avviene in maniera accidentale e non voluta».
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA