Hollande: «Siamo in guerra contro il terrorismo, stato d'emergenza per altri tre mesi»

Hollande: «Siamo in guerra contro il terrorismo, stato d'emergenza per altri tre mesi»
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Sabato 21 Novembre 2015, 14:30 - Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 17:36

«Siamo in guerra contro il terrorismo che ha deciso di dichiararci guerra». Così il presidente Hollande alla conferenza dei sindaci a Parigi. Daesh (Isis) dispone di un esercito, di risorse finanziarie, occupa uno stato e ha complici e «vuole attaccare l'idea stessa della Francia», aggiunge Hollande.

«Le azioni di oggi ci confermano che siamo in guerra», ha detto Hollande. Parlando dopo il blitz a Saint-Denis, Hollande ha aggiunto che è stato l'esercito islamico «a decidere di farci la guerra»: «Daesch dispone di un esercito - ha detto - di risorse finanziarie, petrolifere, occupa un territorio, ha complicità in Europa, commette massacri laggiù e ha ucciso qui».

«Ci vorrà ancora del tempo per arrivare alla conclusione di questa guerra» contro il terrorismo, che è iniziata molti anni fa, per questo «bisogna armarsi di pazienza e di fermezza». «Lo Stato di emergenza restringerà temporaneamente le nostre libertà, ma le misure d'emergenza serviranno per ristabilire le nostre libertà in futuro».

«Ho deciso di ristabilire i controlli alle frontiere nel rispetto dei trattati europei». «I terroristi hanno voluto colpire l'idea stessa di Francia. È il Paese nel suo insieme che è stato attaccato».

Contro lo Stato Islamico «che semina il veleno della divisione... la migliore risposta è la coesione sociale», ha poi chiarito il presidente Hollande, sottolineando che «nessun atto xenofobo, anti musulmano e antisemita sarà tollerato. Noi dobbiamo essere implacabili contro ogni forma di odio».

Al termine dell'intervento del presidente francese François Hollande l'assemblea dei sindaci riunita per ascoltarlo ha intonato l'inno nazionale francese, la Marseillaise, esattamente come avevano fatto deputati e senatori a Versailles dopo il discorso al parlamento del capo dello stato.

I poliziotti della municipale francese potranno essere dotati di armi dello stock previsto per la polizia nazionale. Lo ha annunciato oggi il presidente francese, Francois Hollande, ai sindaci riuniti al Palais des Congres di Parigi. «Il governo - ha detto Hollande ai sindaci - vuole aiutarvi a proteggere meglio i nostri connazionali e i poliziotti municipali finanziando il loro equipaggiamento, fornendo ai sindaci che lo vorranno le armi prelevate dai magazzini della polizia nazionale».

La Francia è «accanto ai paesi dove si trovano i rifugiati, in Italia o in Grecia, per procedere a verifiche di sicurezza». Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande, ricordando che in Francia sono stati previsti «controlli rafforzati» delle frontiere. Tuttavia Hollande, che è intervenuto all'assemblea dei sindaci di Francia, ha voluto evitare di legare la crisi dei migranti all'emergenza terrorismo.

«Qualcuno - ha detto - ha voluto stabilire un collegamento fra l'afflusso dei rifugiati giunti dal Medio Oriente e la minaccia terrorista che pesa sul nostro Paese. Questo legame esiste, perchè gli abitanti delle zone della Siria e l'Iraq controllati da Daesh sono martirizzati da chi oggi ci attacca». Per questo Hollande ha promesso che «il dovere di umanità verso i rifugiati, va di pari passo con il dovere di proteggere i francesi». Nel corso dei prossimi due anni, ha ribadito Hollande, la Francia accoglierà 30mila rifugiati. E per il loro alloggio verrà destinato un fondo di 50 milioni di euro.

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