TERREMOTO

Haiti, cinque anni fa il terremoto che sconvolse l'isola

Lunedì 12 Gennaio 2015

Erano le 21.53 del 12 gennaio del 2010, quando la prima scossa di terremoto, seguita da altre 51 di tremenda intensità, colpì Haiti devastando la capitale Port-au-Prince e diverse aree del paese. Un bilancio umanitario drammatico: oltre 220.000 morti e più di 300.000 persone rimaste ferite sotto gli oltre 10 milioni di metri cubi di macerie provocati dalle 290 mila abitazioni andate completamente distrutte o rimaste gravemente danneggiate.

A cinque anni dal terremoto sono ancora molte le sfide e le criticità da risolvere: l'80% della popolazione delle aree rurali non ha accesso a servizi igienici adeguati e la qualità dell'istruzione è molto bassa (200mila bambini tra sei e 12 anni, il 12% del totale, non frequentano la scuola), e nonostante ci sia stata una continua riduzione dei casi di colera, la malattia non è stata ancora sconfitta. A tracciare il bilancio delle attività di sostegno alla popolazione e degli obiettivi da raggiungere è l'Unicef, che ha tirato le somme delle attività svolte assieme ai suoi partner dal 2010 al 2014 sull'isola.

Dai giorni del terremoto, più di 1.600 tende sono state fornite a 225 scuole per consentire un riavvio rapido delle lezioni dopo il disastro e oltre 80mila bambini hanno potuto frequentare la scuola in 193 scuole

semipermanenti realizzate dall'agenzia Onu dopo il terremoto, mentre circa 8mila bambini in aree senza strutture pubbliche possono oggi contare su 15 nuove scuole anti sismiche. Materiali per l'apprendimento, inoltre, sono stati distribuiti a 750mila bambini e 15mila insegnanti e 1.497.900 bambini in 5.760 scuole hanno ricevuto materiali di promozione dell'igiene, tra cui il sapone per la protezione contro il colera. Dal 2011 al 2014 oltre 600mila persone hanno potuto usufruire di forniture di acqua e servizi igienico-sanitari migliorati.

Sul fronte sanitario, fa sapere l'Unicef, la copertura delle vaccinazioni di routine è aumentata dal 58% ad oltre l'85% e sono stati creati 11 nuovi siti per la prevenzione della trasmissione dell'Hiv da madre a figlio, nei quali sono state assistite oltre 2mila donne in gravidanza.

Anche Oxfam ricorda le vittime di una delle peggiori catastrofi umanitarie degli ultimi decenni, accendendo i riflettori sulla necessità di accelerare il processo di ricostruzione del paese, e garantire alla popolazione quei servizi essenziali di cui ha un disperato bisogno.

Un bilancio composto di successi, alcuni fallimenti e molte sfide, quello seguito ad una delle più imponenti risposte umanitarie della storia recente. Una tragedia, su cui grazie alla sorprendente generosità della comunità internazionale è stato possibile intervenire immediatamente, salvando tantissime vite e soccorrendo oltre 1 milione e mezzo di sfollati che, avendo perso la propria casa, si erano rifugiati in campi improvvisati e ripari di fortuna.

Un lavoro realizzato da Oxfam e i suoi partner grazie ai circa 106 milioni di dollari raccolti, che hanno permesso di portare un aiuto concreto ad oltre 500 mila haitiani nell’immediata emergenza, e di raggiungere nel 2014 quasi 600 mila cittadini, anche attraverso programmi di sviluppo a lungo termine. Oxfam ha fornito assistenza tecnica a circa 70 mila contadini, aumentando sensibilmente il rendimento dei loro raccolti; sostenuto oltre 2 mila piccoli produttori di caffè, (un settore chiave per la ripresa dell’economia agricola del paese); aiutato economicamente centinaia di piccoli produttori agricoli nella commercializzazione dei propri prodotti; sostenuto l’accesso al credito e la formazione di moltissime donne e famiglie che hanno così avviato nuove attività imprenditoriali. Ci sono stati infine interventi in ambito sanitario e corsi di formazione per dare alle comunità locali strumenti utili ad affrontare futuri disastri.

Efficace anche il contributo dei governi di Haiti e della Repubblica Dominicana che hanno collaborato con Oxfam nella gestione di bacini idrici e alla riparazione di canali di irrigazione e sistemi idrici, che hanno permesso di portare acqua potabile alla popolazione, limitando così la diffusione di epidemie come quella di colera che ha ulteriormente peggiorato il quadro umanitario. Sebbene la risposta della comunità internazionale non sia stata perfetta nel breve periodo, dal 2010 molto è stato fatto per aiutare la popolazione a ricostruirsi il proprio futuro. Oxfam tuttavia sottolinea come permangano ancora grandi difficoltà nell'affrontare le esigenze a lungo termine su questioni centrali come il processo di ricostruzione, il lavoro e l’offerta di altri servizi essenziali, quali istruzione, acqua e sanità. Una gravissima carenza, che ancora oggi colpisce la stragrande maggioranza dei cittadini di Haiti nelle aree urbane e rurali e che il terremoto del 2010 ha aggravato enormemente.

«Oxfam sta collaborando con altre associazioni della società civile e con il Governo haitiano per garantire che i nostri programmi soddisfino nella maniera più efficace possibile i bisogni immediati e le sfide di fondo generate dal terremoto del 2010 - spiega Damien Berrendorf, direttore di Oxfam ad Haiti - Fra il terremoto e l'esplosione di colera, Haiti ha dovuto fronteggiare molte difficoltà nel 2010. Oxfam e i suoi partner si stanno impegnando a costruire una nazione più forte e resiliente". "Il quinto anniversario da questa drammatica tragedia – aggiunge la responsabile dell’area America latina di Oxfam Italia, Sabina Morosini - deve essere un invito all'azione per tutte le parti al lavoro ad Haiti. Le organizzazioni internazionali e i vari governi sono riusciti a fare la differenza nel fornire un aiuto immediato dopo il terremoto, nel rafforzare le istituzioni governative e nel ricostruire le infrastrutture. Questi sforzi, tuttavia, dovrebbero essere adesso accompagnati da un impegno e da una leadership forte del governo e della società civile di Haiti».

Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 17:35

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