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Farnesina attaccata dagli hacker, Alfano: la parte criptata non è stata violata

Farnesina attaccata dagli hacker, Alfano: la parte criptata non è stata violata
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Sabato 11 Febbraio 2017, 13:12 - Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 09:48

Nell'attacco contro il sistema della Farnesina «fortunatamente tutta la parte criptata non è stata violata»: lo ha detto, parlando con l'agenzia Ansa, il ministro degli Esteri Angelino Alfano, a Madrid dove partecipa ai lavori del Congresso del Partido Popular.

Ieri il giornale britannico Guardian ha rivelato che la Farnesina è stata vittima di un attacco hacker l'anno scorso per quattro mesi quando il premier Paolo Gentiloni era ministro degli Esteri. Nessuna informazione sensibile è stata tuttavia trafugata e si sospetta che dietro l'attacco ci sia la Russia o comunque pirati informatici dell'est Europa. La rivelazione arriva dal Guardian cita fonti del governo italiano e non meglio precisate «persone informate dei fatti». La Farnesina ha confermato l'attacco sul quale la procura di Roma ha aperto un'inchiesta da alcuni giorni. Mosca ha negato ogni coinvolgimento.

«Sono state violate altre parti del sistema», ha poi confermato Alfano, rilevando che sulla vicenda indaga la magistratura. «È chiaro, ha aggiunto, che abbiamo provveduto fin da allora a rafforzare il sistema». Il ministro ha ricordato che la vicenda «non è di oggi: la conosco dal mio precedente lavoro di ministro degli interni». Sulle responsabilità dell'hackeraggio, il titolare degli Esteri ha rilevato che è oggetto di una indagine della magistratura, «cui spetterà attribuirle».

Gli hacker, stando alla ricostruzione del Guardian in parte confermata dal ministero degli Esteri, sono entrati in azione la scorsa primavera e hanno messo in atto un attacco prolungato. A fare le spese dell'hackeraggio, tuttavia, non è stato l'allora ministro degli Esteri Gentiloni che per precauzione alla Farnesina «non usava account email». Né informazioni «sensibili» o «secretate». Gli hacker, fa sapere il ministero, non sono riusciti ad entrare nel sistema di dati criptati attraverso il quale si veicolano le informazioni «più rilevanti e delicate». Notizia questa confermata anche dalla Procura di Roma. In ogni caso, si sottolinea dalla Farnesina, «a seguito del primo attacco c'è stato subito un primo intervento "di rafforzamento"». Chi è stato quindi vittima del cyber-attacco? Solo il sistema di gestione delle e-mail del personale della Farnesina e delle Ambasciate, si precisa.

Non è confermato, invece, se sia trattato davvero dell'opera di hacker russi. Mosca smentisce nettamente ogni suo coinvolgimento. «Non ci sono fatti che provano questa affermazione», ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova invitando gli inquirenti italiani a «mettersi direttamente in contatto con i colleghi russi». Ma secondo due persone a conoscenza dei fatti citate dal Guardian non ci sono dubbi: gli hacker hanno agito su mandato dello «stato russo». Per gli inquirenti romani il cyber attacco proverrebbe dall'est Europa in quanto il malware utilizzato ha, dal punto di vista dell'ingegneria informatica, caratteristiche riconducibili a quella zona. A febbraio dell'anno scorso, il ministero della Difesa italiano annunciò di aver subito un cyber attacco un anno prima, nel 2015. Anche in quel caso non fu trafugato nessun dato sensibile né individuata la provenienza degli hacker ma secondo qualche giornale c'era lo zampino della Russia.

Se la responsabilità russa fosse confermata in quest'occasione sarebbe un duro colpo per il governo italiano che ha sempre mantenuto nei confronti di Mosca una linea di apertura e dialogo. Soprattutto in sede Ue dove, a differenza di paesi come Germania e Gran Bretagna, Roma si è fatta spesso promotrice di una linea più morbida nei confronti della Russia.

Il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook minimizza l'attacco e anzi ironizza: «A parte il fatto che spiare l'inutile Gentiloni è fatica sprecata, ormai qualunque cosa accada al mondo "è colpa di Putin" (o di Trump). Non guardate Sanremo, è truccato dagli Hacker Russi...Vvia gli hacker russi!».

Per il presidente della commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchitto «l'hackeraggio nei confronti di Gentiloni dimostra che, come molti sostengono, degli amici russi non ci si può fidare ad occhi chiusi». «L'attacco hacker alla Farnesina è un fatto clamoroso», ha commentato il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto che ha chiesto al ministro Alfano di riferire sulla vicenda in Parlamento.

 

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