Isis, la Giordania teme l'arrivo di jihadisti al confine. Rafforzate le difese anche grazie agli Usa

Lunedì 3 Luglio 2017
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Re Abdallah e la regina Rania in una immagine di archivio

La Giordania sta rafforzando le misure di sicurezza lungo i suoi 224 chilometri di confine con la Siria, nel timore che un numero crescente di miliziani jihadisti sia spinto verso il sud del Paese dalle sconfitte dell'Isis a Mosul e a Raqqa, mettendo in pericolo la sicurezza del Regno hashemita. Gli Usa hanno fornito alla Giordania sistemi basati su tecnologie sofisticate per controllare la frontiera al fine di impedire ingressi illegali sul suo territorio. Anche ai profughi provenienti dal territorio siriano non è più permesso di attraversare il confine, lungo il quale le autorità di Amman hanno contribuito ad allestire campi di accoglienza per gli sfollati. Ma i rifugiati alloggiati in questi campi lamentano la carenza di servizi essenziali, generi alimentari e acqua.

«La Giordania rifiuta l'accesso sul suo territorio ai rifugiati, mentre siamo fatti oggetto di minacce da parte dell'Isis e altri gruppi e la comunità internazionale rimane a guardare», ha detto all'Ansa Abu Mohanad, un attivista addetto al campo profughi nella località di Rakban. Secondo un esperto militare, Fares Kreishan, vi sono segnali che, a seguito delle sconfitte in Iraq e nel nord della Siria, l'Isis potrebbe spostare una parte dei suoi miliziani in particolare nella valle di Al Yarmuk, nei pressi del confine giordano-israeliano. 

Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA