Regno Unito, babysitter 21enne uccisa e bruciata in giardino: coivolta l'ex del fondatore dei Boyzone

Venerdì 22 Settembre 2017 di Federica Macagnone
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È stato un bambino di otto anni a squarciare il velo sulla vita di una coppia che, dietro una casa di lusso, uno stile di vita glamour e le foto patinate esibite sui social, nascondeva l'orrore senza fine di due menti malate. Il piccolo pensava che i vicini stessero facendo un barbecue in giardino, visto l'odore di fumo che proveniva da lì e che in molti nel quartiere avevano avvertito: aveva urlato chiedendo di essere invitato, ma nessuno aveva risposto. Gli è bastato arrampicarsi su una scala e sporgersi dal cancello che divideva il suo giardino da quello dei vicini per capire che non si trattava affatto di un barbecue. A pochi passi da lui c'era un uomo che gettava pezzi di legno in un enorme falò dove bruciavano i resti del cadavere di Sophie Lionnet, 21enne francese che lavorava da un paio d'anni per 50 sterline al mese come ragazza alla pari in quella villa da oltre un milione di euro nel ricco quartiere di Southfield, alla periferia sud di Londra.
 

 

La polizia, allertata immediatamente, ha arrestato per omicidio i proprietari della villa, che oggi sono apparsi in tribunale: impassibile lui, il 40enne Ouissen Medouni, in lacrime e singhiozzante lei, la 34enne franco-algerina Sabrina Kouider, ex compagna di Mark Walton, il milionario residente a Los Angeles fondatore della band "Boyzone" e ora giudice di Pop Idol, con il quale ebbe un figlio che oggi ha sei anni.

Ed è proprio per prendersi cura del piccolo e della sorellina di tre anni, avuta da Ouissen, che Sabrina, stilista, make-up artist e cantautrice, aveva assunto Sophie. La ragazza, che aveva confidato ad alcuni amici di non essere felice in quella casa e di volersene tornare a Troyes, in Francia, da due settimane non aveva però più dato notizie di sé. Il cadavere era irriconoscibile, ma la polizia sembra non avere dubbi sul fatto che si tratti della giovane e che sia stata uccisa tra il 7 e il 20 settembre. Quale possa essere il movente che abbia portato all'omicidio, ripreso con grande evidenza da tutti i media inglesi, è ancora un mistero. 

Sophie era venuta in Inghilterra per studiare e imparare l'inglese, ma il suo tempo era assorbito quasi totalmente dai bambini, visto che Sabrina e Ouissen non erano quasi mai in casa, assorbiti da una vita glamour rigorosamente condivisa sui social e che diversi vicini definiscono al di sopra delle loro possibilità. Non era quello che sognava, lei che era una giovane avventurosa, amante dell'arte, del cinema e del pattinaggio su ghiaccio, e ora voleva tornare a casa. I soldi, però, non le bastavano: e mentre i suoi datori di lavoro spendevano migliaia di sterline in giro per Londra, lei scriveva alla madre chiedendole 40 sterline per pagarsi il biglietto. Doveva tornare un lunedì. Non sapeva che Sabrina e Ouissen l'avevano condannata al rogo. Il segreto che circonda la sua morte è nelle menti contorte dei suoi assassini.

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 12:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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