Francia, ciclone Le Pen: «Con me via da Nato e Ue»

Lunedì 6 Febbraio 2017 di Francesca Pierantozzi
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PARIGI Patrioti di tutta la Francia unitevi (e votate per Marine Le Pen). La presidente del Fronte Nazionale è tornata ai fondamentali per lanciare la sua corsa verso l'Eliseo, a 80 giorni dal primo turno. Da Lione ha rivolto un appello a «tutti i patrioti francesi, di destra e sinistra» in un comizio con molta patria e famiglia, continui riferimenti al popolo - al centro anche dello slogan, Au nom du peuple - e una difesa della priorità nazionale da scrivere anche nella Costituzione. Una Marine Le Pen sorridente e gesticolante ha invocato un «cambiamento di civiltà» per «rimettere la Francia in ordine», ha difeso il «patriottismo economico» e il «protezionismo intelligente» e fustigato un'Unione Europea «senza legittimità, sconnessa dalle aspirazioni dei popoli».

IL COMIZIO
In un anfiteatro da quattromila posti e sventolanti tricolori bleu-blanc-rouge, Le Pen ha esordito citando il generale de Gaulle («non c'è niente di più bello e grande della Francia») e ha preso le distanze dai candidati della destra e della sinistra, i (mai citati per nome) candidati «dei soldi»: «io ha urlato sono la candidata della Francia e del popolo». Lione è stata nel fine settimana la capitale della campagna presidenziali, con il comizio di Emmanuel Macron sabato, e poi ieri, in contemporanea, quelli di Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, del Front de Gauche (in simultanea a Parigi grazie a un ologramma sul palco).

LA GAUCHE
La gauche era invece in carne e ossa a Parigi, dove Benoit Hamon è stato ufficialmente nominato candidato della sinistra socialista dopo aver vinto le primarie e sconfitto l'ex premier Manuel Valls. A destra, tacciono i comizi in attesa di sapere se il candidato François Fillon reggerà allo scandalo che lo ha travolto dopo le rivelazioni sugli stipendi incassati dalla moglie Penelope come sua assistente parlamentare. I sondaggi (ma in 80 giorni tutto è possibile) danno per ora in testa al primo turno Marine Le Pen, intorno al 27 per cento, lottano per il secondo posto Emmanuel Macron (al 22), Fillon, in caduta libera intorno al 21 e, a sorpresa, anche Hamon (al 17, in rapidissima ascesa) che sta ridando speranza agli elettori di sinistra da mesi rassegnati a una sconfitta che pareva ineluttabile dopo l'impopolare quinquennio di Hollande.

Dopo aver sdoganato il Fronte Nazionale, aumentando il tasso di rispettabilità (e popolarità) del movimento antisemita e xenofobo del padre, Marine Le Pen è ormai in una nuova fase di sdoganamento per rendere idee ben ancorate alla destra estrema compatibili con l'Eliseo. Ha annunciato una nuova «democrazia di controllo», con il popolo direttamente chiamato a verificare le sue promesse, e anche a proporre o respingere leggi con referendum di iniziativa popolare (finora inesistenti in Francia): «chiederò ai francesi di verificare una per una che le promesse saranno mantenute. Sarà una democrazia di controllo». Le promesse sono 144: sono elencate nel programma in cui si trovano poche cifre e finanziamenti dettagliati ma il chiaro annuncio di una Francia «libera, sicura, prospera, giusta, orgogliosa, potente e sostenibile» con due referendum già pronti, uno per stabilire il principio della «priorità nazionale» (lavori e case prima ai francesi), e un altro per il «recupero della sovranità di bilancio, territorio, monetaria e legislativa», ovvero sulla Francexit.

IL PROGRAMMA
A Lione Le Pen ha vantato la sua «tolleranza zero» il ripristino dell'ergastolo «effettivo» (in compenso è sparito il referendum sul ripristino della pena di morte). Contro il terrorismo: nuovi mezzi alle forze dell'ordine, instaurazione della «presunzione di legittima difesa per i poliziotti», espulsione immediata per chi è schedato come radicale, ritiro della nazionalità francese (e conseguente medesimo foglio di via) per chi è schedato e ha una doppia nazionalità. A scuola verrà di nuovo insegnato il «romanzo nazionale» perché «avete il diritto di amare la Francia e anche di esibirlo». Finora Le Pen è sempre data sconfitta al ballottaggio. Lei spera in una sorpresa alla Donald Trump, «che è stato eletto contro un sistema coalizzato» e in un «riflesso dei popoli contro le oligarchie» come annunciato «dal no al referendum di Monsieur Renzi».

 

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 08:53

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