Strage di Parigi, il presidente Hollande: «La Francia è in guerra, la Ue ci aiuti»

Strage di Parigi, il presidente Hollande: «La Francia è in guerra, la Ue ci aiuti»
di Francesca Pierantozzi
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Sabato 21 Novembre 2015, 13:48 - Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 09:10

PARIGI - «La Francia è in guerra»: nelle prime parole c'è già tutto. Davanti ai deputati dell'Assemblée Nationale e ai membri del Senato riuniti in seduta congiunta a Versailles, François Hollande non ha più i toni lirici di un tempo, spazzata via anche la commozione, tenuta a bada l'emozione, il presidente francese veste l'abito del condottiero della nazione. Il tono è marziale, i contenuti forti. Ai cittadini propone un «patto di sicurezza».

L'INTERVENTO

Davanti al «terrorismo jihadista» (mai dirà islamico) che ha osato colpire la Repubblica, «i suoi valori, i suoi giovani», la Francia risponde col fuoco. Stato d'emergenza prolungato per tre mesi, revisione della Costituzione per adattare le emergenze ai tempi moderni, più mezzi a giustizia, polizia, frontiere, richiesta all'Europa di fare la sua parte, all'Onu di votare una risoluzione, a Obama e Putin di allearsi in una guerra mondiale. Hollande cerca l'Unione nazionale, l'Unione sacra della nazione, anche a costo di strapparla alle opposizioni recalcitranti. E allora non esita a fare sue proposte che finora si erano sentite soltanto nelle bocche della destra se non dell'estrema destra: l'esercito di riservisti, la privazione della nazionalità per chi ha doppio passaporto e si macchia di crimini terroristici.

«La nostra Repubblica non è alla mercé di assassini spregevoli», di «vigliacchi», ha detto, rifiutando di parlare di scontro di civiltà: «la Repubblica è viva» e il nemico «non è fuori portata». Dell'attacco a Parigi del 13 novembre, Hollande ha parlato di «azioni di guerra decise e pianificate in Siria, organizzate in Belgio e preparate sul suolo francese con complicità francesi». La risposta è innanzitutto sul campo, ed è già cominciata con i blitz in Siria, che saranno «intensificati» (la portaerei Charles de Gaulle salperà giovedì, «per triplicare la capacità di azione della Francia»).

L'EUROPA

Hollande non ha perso il tono marziale quando ha evocato il ruolo dell'Europa. «Ognuno, ha detto, deve essere davanti alle proprie responsabilità». Hollande ha annunciato che il ministro della Difesa Le Drian si rivolgerà da oggi «ai suoi colleghi europei in base all'articolo 42.7 del Trattato dell'Unione, che prevede che quando uno Stato è aggredito tutti gli stati membri devono dargli solidarietà di fronte all'aggressione». Il terrorismo jihadista, ha detto, è «nemico dell'Europa, non solo della Francia».

Hollande considera inoltre «imperativo che le richieste espresse dalla Francia da tempo trovino ora in Europa una traduzione immediata». In particolare, il presidente francese ha citato «la lotta contro il traffico d'armi, i controlli coordinati e sistematici alle frontiere e l'approvazione entro la fine del 2015 del PNR» ovvero il sistema di schede nominative dei passeggeri dei voli aerei.

SICUREZZA E BILANCI

L'Europa è stata tirata in ballo anche sul bilancio, che deve piegarsi alla sicurezza, e non si farà dettare le priorità da nessun criterio di stabilità. Hollande ha annunciato la creazione di 8.500 posti di lavoro supplementari nei prossimi due anni per polizia, gendarmeria, giustizia e controlli alle dogane. Inoltre ha annullato i previsti taglia di 15mila posti al personale della Difesa, che non subirà nessuna decurtazione «fino al 2019». «Sappiamo cosa significa in termini di bilancio» ha detto Hollande, sottolineando che «in queste circostanze, il patto di sicurezza vince sul patto di stabilità».

All'arco costituzionale, Hollande ha proposto una riforma di due articoli della Costituzione, il 16 e il 36, che regolano i poteri speciali in caso di minaccia alla nazione e lo stato d'assedio. Il presidente vuole dare alla Francia «uno strumento per prendere misure eccezionali, perché questa guerra di un altro tipo richiede un regime costituzionale da stato di crisi». Al governo sarà quindi chiesto di mettersi subito al lavoro per dare più mezzi alla giustizia e permettere, tra le altre cose, di espellere più rapidamente gli stranieri «che rappresentano una minaccia di particolare gravità per la nostra sicurezza». Alla fine, applauso di tutti i parlamentari, che hanno intonato spontaneamente la Marsigliese. Con l'unica eccezione dei due eletti del Front National.