Francia, scontro sull'austerity. Valls si dimette, Hollande lo reincarica, Montebourg lascia

Lunedì 25 Agosto 2014
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Governo spaccato in Francia dopo uno scontro sulle politiche di austerity nel governo.



Il premier francese Manuel Valls si è dimesso questa mattina in seguito alle dichiarazioni del ministro dell'economia, Arnaud Montebourg, che aveva chiesto lo stop alle politiche di taglie e sacrifici imposte dalla Germania e invitato il governo a fare "come Renzi". Il presidente Francois Hollande ha quindi incaricato Valls di formare subito un nuovo governo, che sarà annunciato domani. Monteburg, e altri ministri critici, però nonentreranno nel nuovo governo.



«Ho detto oggi al primo ministro che se i miei orientamenti non corrispondono a quelli del suo governo, credo necessario riprendermi la mia libertà», ha spiegato, annunciando che non entrerànel nuovo governo.



«Cosa farò di questa libertà ritrovata? - ha proseguito Montebourg - tornerò a lavorare in mezzo ai francesi, come loro, e continuerò a difendere, dovunque sarò, dovunque mi troverò, ciò che credo essere giusto per la Francia». Secondo alcuni commentatori, la rottura con il governo, in aperta polemica con Hollande e Valls, rappresenterebbe per Montebourg un primo passo verso una possibile candidatura alle presidenziali del 2017. Il ministro uscente aveva già partecipato alle primarie socialiste per la candidatura presidenziale del 2012, arrivando terzo dietro a Hollande e a Martine Aubry, oggi lontana dalla politica nazionale.



L'Eliseo ha comunque voluto con le dimissioni e il nuovo incarico a Valls mettere fine alla bufera di polemiche dopo le durissime dichiarazioni del ministro dell'Economia sulla politica economica del governo. Nel comunicato dell'Eliseo si afferma che il nuovo governo chiesto da Hollande dovrà essere costituito «coerentemente agli orientamenti da lui stesso definiti per il Paese».



Valls avrebbe infatti posto il presidente Hollande davanti a un vero aut aut. Secondo quanto rivela un giornalista di Le Parisien, Valls avrebbe detto: «O Montebourg o io, se ti rifiuti, il governo sarà senza di me».



Iin mattinata, ai microfoni di Europe 1, Montebourg aveva detto di non essere rammaricato per le sue dichiarazioni, che - aveva sottolineato - «non hanno violato la solidarietà di governo». In un'intervista pubblicata sabato dal quotidiano Le Monde, il responsabile dell'Economia, esponente della sinistra del Partito socialista, chiedeva con forza un riorientamento della politica economica del governo e dell'Unione europea, non risparmiando durissime critiche alla Germania, alla cancelliera Angela Merkel e alla Banca Centrale Europea.



Per Valls, che si situa alla destra del Ps, si tratta della prima crisi di governo dopo la sua nomina a marzo, seguita alle dimissioni di Jean-Marc Ayrault, dopo il disastro elettorale della gauche alle elezioni amministrative. Nel governo, il principale alleato di Montebourg è il ministro dell'Educazione nazionale, Benoit Hamon, che ieri si è allineato sulle posizioni del ministro dell'Economia. In serata, dall'entourage del primo ministro è stata fatta filtrare l'informazione che - per Manuel Valls - era stato «passato il limite».



Montebourg comunque non sarà l'unico dei ministri uscenti francesi a non trovare posto nel nuovo governo. Resteranno fuori infatti tutte le figure che si sono espresse in modo troppo esplicito contro la sua linea. In uscita ci sono quindi anche i ministri dell'Istruzione Hamon, esponente della corrente più a sinistra del Ps che ieri si era detto «vicino» al gruppo dei parlamentari socialisti scissionisti critici con la linea del governo, della Cultura Aurelie Filippetti, che a più riprese aveva criticato i forti tagli al budget culturale e ieri su Twitter ha espresso il suo sostegno a Montebourg, e della Giustizia Christiane Taubira, figura forte della gauche i cui rapporti con Valls sono sempre stati problematici.



Resta inoltre aperta la questione di un possibile ritorno dei verdi di Europe Ecologie (Eelv) al governo, che aveva lasciato con l'ultimo rimpasto, in polemica con la nomina a premier di Valls. Un ritorno della ex leader del partito ed ex ministro della Casa Cecile Duflot pare quasi impossibile, viste le forti critiche al presidente Hollande contenute nel suo libro sull'esperienza di governo, in uscita in questi

giorni. Ma altri esponenti di Eelv non escludono un riavvicinamento.


Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA