Fidel Castro, le frasi celebri del Lìder Maximo

Sabato 26 Novembre 2016 di Antonio Bonanata

Il mito di Fidel Castro è indissolubilmente legato alle sue parole: dai discorsi-fiume, pronunciati davanti al popolo e al Parlamento cubano, sino alle dichiarazioni più intime su infanzia e religione, confidate a quanti hanno avuto il privilegio di intervistarlo. Il vocabolario del Lìder Maximo è impregnato di socialismo, rivoluzione, ideali, potere: ecco una carrellata delle sue frasi celebri, le parole di un uomo dall'oralità straordinaria, che rimandano ai tanti compagni di strada (e di lotta) incontrati nei suoi 90 anni di vita.


«Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza lotta, si potrà avere la libertà»


«Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero»


«Operai e contadini, questa è la rivoluzione socialista e democratica degli umili, con gli umili e per gli umili»


«Nessun vero rivoluzionario muore invano»

 
(con Giovanni Paolo II, in visita a Cuba nel 1998)
«Quando ero ragazzino mio padre voleva che io fossi un bravo cattolico e che io mi confessassi tutte le volte che avevo pensieri impuri sulle ragazze. Così ogni sera io diventavo rosso a confessare i miei pensieri. Così successe una sera, e poi un'altra sera, e così via. Dopo una settimana decisi che la religione non era fatta per me»


«Non sono interessato al potere, né prevedo di assumerlo. Tutto ciò che farò è essere sicuro che i sacrifici di così tanti compatrioti non rimarranno invano, qualunque cosa il futuro mi riserverà»


«Il rivoluzionario crede nell'uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell'essere umano, non è rivoluzionario»

 
(con Ernesto Che Guevara)
«Ricordo sempre il Che come una delle persone più straordinarie, uno degli uomini più nobili e disinteressanti che io abbia mai conosciuto»


«Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà»


«Non ho nessun dubbio che il nostro popolo e la nostra rivoluzione lotteranno fino all'ultima goccia di sangue per difendere queste e altre idee che saranno necessarie per salvaguardare questo processo storico»

 
(con Nikita Kruscev, a Cuba, nel 1961)
«Faremo ciò che dobbiamo per mantenere in funzione le nostre fabbriche, per mantenere i nostri lavoratori autonomi, per andare avanti in queste condizioni difficili e troveremo la formula per salvare il Paese, salvare la rivoluzione e salvare il socialismo»


«Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle idee»

 

Ultimo aggiornamento: 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA