Russia, bomba nella metro di San Pietroburgo: 14 morti e 47 feriti

Lunedì 3 Aprile 2017 di Andrea Andrei
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Esplosione e terrore nella metropolitana di San Pietroburgo. Un ordigno è esploso all'interno di un vagone mentre il treno della linea blu, la numero 2, percorreva un tunnel nel tratto compreso fra le stazioni di Teknologhiceskij Institut e Sennaya Ploshad. Il treno ha continuato a viaggiare fino ad arrivare a Sennaya Ploshad, una stazione di scambio in cui si incrociano tre linee di metro: la 5, la 2 e la 4. Il bilancio, secondo media locali, è di almeno 14 morti e oltre 40 feriti di cui alcuni in gravi condizioni, tra i quali ci sono anche bambini. Secondo il ministro russo della Salute Veronika Skvortsova, sono 39 le persone ricoverate in ospedale, tra cui almeno un bambino. Sempre secondo la Skvortsova, 10 persone sono morte sul posto, una durante il trasporto in ambulanza, e altre tre in ospedale.

A portare a termine l'attentato sarebbe stato un solo kamikaze. L'uomo che si è fatto esplodere nella metro di San Pietroburgo sarebbe il 22enne Maxim Arishev, originario del Kazakhstan. Lo riporta il portale di San Pietroburgo Fontanka. Stando a una fonte delle forze dell'ordine, sentita da Interfax, sarebbe «l'unico responsabile» dell'attentato, che prima ha lasciato l'ordigno (inesploso) alla stazione di Ploshchad Vosstaniya e poi è salito sul treno della linea blu.

Il Comitato Investigativo russo, inoltre, ritiene che l'ordigno che ha devastato il vagone della linea blu di San Pietroburgo possa essere stato attivato da un kamikaze, dice Interfax che cita una fonte delle forze dell'ordine. Il portavoce del Cremlino ha precisato che sono gli inquirenti a dover commentare le ipotesi di un attacco suicida. Secondo la fonte, stando alle ultime informazioni il terrorista ha portato la bomba nella metropolitana di San Pietroburgo in uno zaino. «I resti ritrovati fanno pendere a favore della versione di un'esplosione prodotta da un attentatore suicida, ma le conclusioni definitive potranno essere tratte solo dopo l'esame del DNA», ha precisato la fonte.
 

 

A causare l'esplosione è stato un ordigno artigianale con circa 200-300 grammi di tritolo «probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio», e quindi non da un terrorista kamikaze. La bomba era stata resa più pericolosa con l'aggiunta di «elementi lesivi».

Inizialmente si era parlato di due esplosioni, ma una fonte citata dall'agenzia Interfax ha smentito la notizia: «C'è stata solo un'esplosione, nessun incendio, tutti i morti si trovavano dentro il vagone vicino al luogo dell'esplosione».

Trovato un secondo ordigno inesploso. Un ordigno inesploso è stato poi rinvenuto in un'altra stazione della metro di San Pietroburgo, quella di Ploshchad Vosstaniya. L'ordigno era «mascherato da estintore» e la sua potenza era pari a un chilo di tritolo. Conteneva «elementi lesivi» al suo interno ed è dunque simile a quello usato all'interno del convoglio, per quanto molto più potente. L'ordigno è stato individuato e disinnescato dagli artificieri. Intanto sono state chiuse tutte le linee di metropolitana della città.

Caccia all'uomo. Secondo a quanto riferisce Interfax citando le forze dell'ordine, la polizia sta cercando due persone: «Uno di loro è colui che ha messo l'ordigno esploso nel vagone del treno, l'altro quello che ha lasciato la bomba alla stazione Ploschad Vosstaniya».

Le telecamere di sorveglianza della metropolitana avrebbero ripreso le immagini di un presunto sospetto coinvolto nell'esplosione. Secondo l'agenzia di stampa Interfax, il sospetto avrebbe nascosto l'ordigno in una valigetta. L'emittente televisiva Ren Tv ha diffuso l'immagine del presunto attentatore della metropolitana di San Pietroburgo: è un uomo vestito di nero con un cappello nero. Ha una barba che incornicia la parte inferiore del viso. Notizia smentita in serata: non è uno dei responsabili dell'attacco. Lo ha detto una fonte delle forze dell'ordine a
Interfax. L'uomo si è presentato spontaneamente alla polizia e ha detto di non aver nulla a che vedere con l'attentato.

La sicurezza della metropolitana di Mosca intanto è stata «rafforzata», così come quella dell'aeroporto di Vnukovo. «le autorità della metro di Mosca sono pronte a fornire assistenza ai colleghi di San Pietroburgo, se necessario».

Medvedev: «È attentato terroristico». Il premier russo Dmitri Medvedev, citato dalla Tass, ha affermato che si è trattato di un attentato terroristico: «I feriti nell'attentato terroristico avranno tutta l'assistenza necessaria», ha scritto il premier in un post su Facebook, «Le mie condoglianze ai parenti delle vittime, il nostro è un dolore condiviso». Anche la procura generale russa parla di «attentato». «I procuratori - ha detto il portavoce della procura generale Aleksandr Kurennoi - faranno tutto il possibile per precisare tutti i particolari che riguardano questo attentato affinché niente del genere succeda in futuro». L'Ufficio del procuratore generale russo ha infatti dichiarato che quanto è avvenuto a San Pietroburgo è un attacco terroristico.  Il Comitato Investigativo russo ha aperto due indagini criminali: una in base all'articolo 205 del codice penale - «terrorismo» - e una in base al codice 223, «produzione di esplosivi e ordigni».

La portavoce del Comitato Investigativo russo, Svetlana Petrenko, ha spiegato che le azioni del conducente del treno hanno contribuito a prevenire un elevato numero di vittime: «I dati ottenuti durante le indagini preliminari indicano che il conducente del treno ha agito con grande competenza. L'esplosione è avvenuta sul tratto di linea tra le stazioni ma l'autista ha preso assolutamente la giusta decisione nel non fermare il treno e proseguire fino alla stazione, cosa che ha permesso d'iniziare immediatamente l'evacuazione e aiutare le vittime. Non escludiamo che questo abbia contribuito a prevenire un numero ancora maggiore di vittime».

Verifiche su presenza di italiani. «Le autorità russe hanno confermato ad ora dieci morti ma l'identità delle vittime non è ancora conosciuta. Il consolato generale si è immediatamente attivato e abbiamo istituito una cellula di crisi per seguire l'evolversi della situazione». Lo ha detto all'Ansa il console generale a San Pietroburgo Leonardo Bencini precisando che si stanno «contattando» gli italiani presenti nella città «per accertare che stiano tutti bene».

Il diplomatico ha spiegato che sono circa 600 i connazionali registrati a San Pietroburgo ma il numero effettivo di italiani è decisamente più alto. Sono infatti moltissimi i connazionali che visitano San Pietroburgo in questo periodo. Il console Bencini ha infine ricordato che è stato attivato un numero di emergenza del consolato attivo 24 ore su 24 «per fornire tutta l'assistenza del caso».

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 07:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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