Erdogan: indagine su mio figlio mina rapporti con Italia. Renzi: nostri giudici non rispondono a lui

Martedì 2 Agosto 2016
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Erdogan

«La vicenda dell'indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l'Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un'intervista a Rai News 24 in cui ha anche attaccato Federica Mogherini dicendo che «non avrebbe dovuto parlare (del golpe turco, ndr) da fuori. Mogherini prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia!», ha esclamato il presidente. E poi: «Se viene bombardato il Parlamento italiano che succede. La Mogherni, che é italiana, come reagisce: direbbe che hanno fatto bene a bombardarlo? Di essere preoccupata dai processi che seguirebbero?». 

Immediata la replica della Ue: «L'Alto rappresentante Mogherini ha chiaramente condannato il tentato colpo di stato. Ha espresso il sostegno per le istituzioni democratiche legittime in Turchia, indicando in particolare il Parlamento. È rimasta in contatto con le autorità turche, inclusa la sua conversazione col ministro degli Esteri Cavusoglu», ha ricordato il portavoce del Servizio Ue per l'azione esterna che si dice «sorpreso» dopo le parole del presidente turco. «In meno di due anni Mogherini ha visitato due volte la Turchia ed ha avuto numerosi incontri - ha aggiunto Maya Kocijancic - Inoltre, una delle delegazioni Ue più grosse nel mondo è ad Ankara. È una delegazioni molto impegnata e attiva, e continua a seguire gli sviluppi del Paese molto da vicino», con un capo della delegazione con molta esperienza, assegnato solo la settimana scorsa.

Sul caso del figlio Bilal, è il premier in persona a rispondere a Erdogan: «In Italia c'è una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e che combatte tutte le forme di illegalità. I giudici rispondono alla Costituzione italiana e non al Presidente turco. Chiamiamo questo sistema Stato di diritto e ne siamo orgogliosi», ha replicato Renzi. Il figlio di Recep Tayyip Erdogan, Bilal Erdogan, è accusato di riciclaggio dopo un esposto presentato da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del padre. Il 20 luglio il Gip ha concesso ai Pm della procura di Bologna la proroga delle indagini, al termine dell'udienza fissata dopo che il difensore, l'avvocato Giovanni Trombini, si era opposto.

Erdogan si era trasferito a Bologna ad autunno 2015, per completare un master alla Johns Hopkins University. A marzo 2016 aveva lasciato la città per "motivi di sicurezza". I Pm Antonella Scandellari e Manuela Cavallo, scaduto il termine di sei mesi dall'iscrizione, avevano chiesto la proroga per attendere ulteriori esiti investigativi, non escludendo rogatorie estere. A quanto si apprende nei confronti di Erdogan, che non era presente in aula, è stato fatto uno 'screening' su conti correnti bancari e l'analisi dei tabulati telefonici nel periodo a Bologna, da cui non sarebbero emersi elementi particolari.

«Se il Parlamento turco la voterà, siamo pronti a reintrodurre la pena di morte dopo il fallito golpe in Turchia», ha ribadito inoltre Erdogan. «Il popolo chiede la pena di morte, i sondaggi dicono che il 57% dei turchi la vuole», ha aggiunto. «Paesi che consideriamo amici si stanno schierando dalla parte dei golpisti e dei terroristi», ha detto poi in un discorso ad Ankara, in cui è tornato ad attaccare gli Usa, chiedendo come possano essere un «partner strategico» se ospitano Gulen, accusato da Ankara di essere dietro il fallito golpe.

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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