Egitto, l’ambasciatore Badr: «A ottobre missione aziende italiane per investimenti al Cairo»

Venerdì 14 Settembre 2018 di Elena Panarella
È una «collaborazione strategica» quella che lega Italia ed Egitto, caratterizzata da «buone relazioni» e in grado di «cambiare il destino del Mar Mediterraneo» nell’ottica di «lotta al terrorismo e all’immigrazione illegale», ma anche di sviluppo economico. Ne è convinto l’ambasciatore egiziano a Roma, Hisham Badr, secondo il quale Italia ed Egitto sono «parte della soluzione», mentre «altri Paesi fanno parte del problema». Nel discorso di apertura del seminario sulle opportunità di investimento in Egitto per le piccole e medie imprese italiane che si è svolto ieri presso l’ambasciata del Cairo a Roma, l’ambasciatore Badr ha quindi sottolineato l’importanza di rilanciare le relazioni commerciali con l’Italia anche grazie all’Ismaa, l’Istituto Mediterraneo per l’Asia e l’Africa.

E ha lodato la missione commerciale che l’Ismaa ha organizzato in Egitto dal 13 al 16 ottobre al quale, finora, hanno aderito trenta aziende italiane.A conferma delle «buone relazioni con il nuovo governo italiano» la prossima settimana il presidente della Camera Roberto Fico sarà al Cairo. La visita è stata annunciata nell’ambito di un elenco di missioni istituzionali in Egitto da parte di rappresentanti del governo italiano negli ultimi tre-quattro mesi, tra cui il vice premier e ministro degli Interni Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi di Maio. Badr ha citato anche le recenti visite nel nostro Paese del ministro dell’Istruzione egiziana e del ministro del Commercio.

E poi si è soffermato sulla situazione nel Mediterraneo. «La Conferenza sulla Libia che si terrà in Sicilia a novembre - ha spiegato - è molto importante, perché l’Italia vuole lavorare con l’Egitto sulla Libia e anche noi vogliamo farlo», per non avere vicino «un Paese fallito, con il terrorismo». Per l’Egitto, «la Libia è un Paese molto importante, un Paese vicino con una frontiera di 1.200 chilometri, un Paese strategico». Per questo, «la stabilità, la sicurezza della Libia sono molto importanti», e «c’è la volontà di lavorare con l’Italia, per rafforzare le istituzioni nazionali della Libia» e «per fare in modo che tutti i dirigenti del Paese dialoghino». Al termine del seminario sulle opportunità di investimento per le piccole e medie imprese italiane, l’ambasciatore Badr ha spiegato che «l’Egitto vuole essere un hub del gas nel Mediterraneo». «Siamo molto orgogliosi della collaborazione con l’Eni e con l’Italia nel settore del gas e dell’energia - ha aggiunto il diplomatico - Si tratta di una relazione molto strategica che vogliamo incrementare per diventare un hub del gas nel Mediterraneo e procedere con le esportazioni». 

Badr ha tenuto a sottolineare anche che sul «caso tragico» di Giulio Regeni «c’è una collaborazione molto importante, una cooperazione tra le due procure, italiana ed egiziana». Quando i membri del governo italiano hanno visitato recentemente l’Egitto, «il presidente al Sisi ha assicurato che noi siamo impegnati per trovare la verità su questo caso. È una cosa importante per noi, Regeni è uno di noi, e vogliamo cooperare per arrivare a questa verità».    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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