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Corea del Nord, media: la Cia e gli 007 di Seul hanno tentato di uccidere Kim Jong-un

Corea del Nord, media: la Cia e gli 007 di Seul hanno tentato di uccidere Kim Jong-un
2 Minuti di Lettura
Venerdì 5 Maggio 2017, 11:59 - Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 16:54

Stati Uniti e Corea del Sud hanno tentato di far fuori Kim Jong-un con sostanze radioattive e biochimiche. E una delle possibili date per uccidere il leader supremo della Nord Corea era lo scorso 15 aprile, in occasione della parata militare organizzata per la più importante festa nazionale del Paese.

L'ennesima accusa di complotto rivolta a Washington e Seul è contenuta in un corposo rapporto messo a punto dal governo di Pyongyang e diffuso dalla Kcna, l'agenzia di stampa del regime. Un dossier che punta il dito sulla Cia e sull'Intelligence Service sudcoreano, senza però corroborare i fatti descritti con prove attendibili. Quanto basta, però, per alimentare quel clima di tensione già da settimane a livelli di guardia. Con Pyongyang che getta benzina sul fuoco, minacciando attentati per «stanare e distruggere i terroristi della Cia e dei servizi sudcoreani». Da Seul smentiscono l'esistenza di piani per assassinare il dittatore nordcoreano, definendoli «infondati», mentre dagli Usa al momento non è arrivato nessun commento. Anche se molti osservatori parlano di ricostruzioni e scenari «fantasiosi». Ricordando i famosi complotti evocati negli anni della Guerra Fredda da Fidel Castro, che denunciò più volte di essere nel mirino della Cia che avrebbe voluto ucciderlo con dei sigari esplosivi o con pillole o frappé avvelenati.

Nel caso di Kim Jong-un, l'ultimo rapporto del ministero della Sicurezza statale parla di un boscaiolo nordcoreano assoldato nel 2014 come sicario dagli 007 Usa e da Seul. L'uomo, che lavorava in Russia ed era stato infiltrato in Corea del Nord, avrebbe ricevuto 20 mila dollari e un telefono satellitare per portare a termine la sua missione. Tra le ipotesi anche un attacco con bombe 'sporchè per assassinare Kim e tutti i suoi più stretti collaboratori durante la manifestazione del 15 aprile, quando Pyongyang schierò il suo arsenale mostrando i muscoli all'amministrazione Trump e al mondo intero. Certo è che lo spettro dell'uso di armi chimiche appare sempre più minaccioso nell'ambito della crisi nordcoreana. Col regime di Pyongyang accusato di aver tra l'altro assassinato con il gas nervino Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore Kim, all'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur. E lo stesso Kim Jong-un sarebbe realmente preoccupato per una sua possibile contaminazione, con gli 007 di Seul che da mesi parlano di condotte «quasi paranoiche» da parte del leader nordcoreano che terrebbe segreti tutti i suoi spostamenti con cambi di programma improvvisi e controlli sempre più ferrei. Intanto in Congresso aumenta il pressing perché la Corea del Nord venga reinserita nella "lista nera" del Dipartimento di stato, quella dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo. Lista dalla quale Pyongyang era stata tolta nel 2008 come parte degli sforzi mirati a convincere la Corea del Nord a smantellare i propri programmi nucleare e missilistico
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