Clima, flash mob di Oxfam a Taormina con le maschere dei 7 Grandi. Striscioni di Greenpeace in spiaggia

Clima, flash mob di Oxfam a Taormina con le maschere dei 7 Grandi. Striscioni di Greenpeace in spiaggia
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Venerdì 26 Maggio 2017, 14:02 - Ultimo aggiornamento: 14:52

Donald Trump, Paolo Gentiloni, Theresa May, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Justin Trudeau e Shinzo Abe attendono con i loro bagagli in spalla di compiere un viaggio. Davanti a loro, un segnale stradale indica la direzione giusta da percorrere per raggiungere Parigi, una destinazione cruciale per centrare un obiettivo fondamentale: la piena attuazione di quell’Accordo sul clima da cui dipende il futuro del pianeta e la sopravvivenza di decine di milioni di persone nei paesi poveri. Ma mentre gli altri leader dei paesi G7 si incamminano convinti verso la capitale francese, Trump siede da solo in disparte, con poca intenzione di raggiungere gli altri. I colleghi cercano di convincerlo ad alzarsi e procedere insieme a loro verso la realizzazione comune dell’accordo su cui il Presidente Usa però non ha ancora ad oggi una posizione definitiva ma su cui ha espresso, a più riprese, incertezze e cambi di rotta.



E’ il flash mob realizzato stamani da Oxfam ai Giardini Naxos per l’apertura dei lavori del summit sull’impatto del cambiamento climatico - tra gli argomenti centrali dell’agenda del G7-  che (dopo aver aggravato la crisi alimentare in Africa con l’impatto de El Nino nel 2016) adesso sta producendo un vero e proprio disastro umanitario in gran parte dell’Africa orientale, dove negli ultimi tre anni si sono registrate le temperature più alte di tutti i tempi. Un contesto in cui a causa di una gravissima siccità - che sta devastando i raccolti e decimando le scorte d’acqua -13 milioni di persone sono sull’orlo della carestia.

In Somalia dove la popolazione è colpita da un’acuta epidemia di colera e 2.9 milioni di persone - tra cui 365 mila bambini - lottano contro la fame ogni giorno, 3,2 milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua pulita e 6,2 milioni di persone sono a rischio di insicurezza alimentare. In Etiopia dove 7.6 milioni di persone stanno soffrendo la fame e 9.2 milioni di persone hanno scarso accesso all’acqua potabile. In Kenya dove il tasso di malnutrizione ha superato la soglia critica e 2,2 milioni di abitanti stanno rimanendo senza cibo.

“I 7 grandi devono agire adesso, assumendosi le proprie responsabilità, con l’obiettivo prioritario di scongiurare il verificarsi di nuovi disastri umanitari dovuti all’impatto del cambiamento climatico - afferma la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti - Un’indicazione arrivata anche dall’attenzione riservata al tema da Papa Francesco nel corso dell’incontro con il Presidente Usa di questa settimana. In questa direzione è perciò fondamentale che tutti i leader del G7 confermino, in maniera chiara e forte, la loro volontà di rendere pienamente operativo l’Accordo di Parigi. Ulteriori rinvii non sono più accettabili”.

Sempre in concomitanza con l'apertura dei lavori del G7, alcuni attivisti di Greenpeace hanno lanciato poi un appello ai capi di governo, aprendo degli striscioni con il messaggio «Planet Earth first» e «Climate Justice now» a bordo di otto canoe posizionate nelle acque antistanti la spiaggia di Giardini Naxos. Altri attivisti dell'organizzazione ambientalista nel frattempo hanno trasportato in acqua una riproduzione della Statua della libertà alta 4 metri, con indosso un giubbotto di salvataggio, a simboleggiare la minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici e dall'innalzamento del livello dei mari.



Greenpeace chiede ai leader del G7 di implementare con rapidità i trattati di Parigi. L'accordo raggiunto da quasi 200 Stati nel dicembre 2015, durante la Cop21, mira a stabilizzare l'aumento della temperatura del Pianeta su quota 1,5 gradi, per evitare le catastrofiche conseguenze del riscaldamento globale. 

«Il mondo ha bisogno di un segnale chiaro e forte della volontà di andare avanti da parte dei leader dei 7 paesi più potenti del pianeta, che rappresentano globalmente almeno un quarto delle emissioni di gas serra di oggi e gran parte delle emissioni storiche che hanno provocato il problema - afferma il Wwf -. I 7 leader, o quelli che comunque hanno deciso di agire in questo senso, non devono fermarsi di fronte all'indecisione di qualcuno. In particolare devono dare una risposta alle richieste che vengono dalla società civile e da miliardi di persone in tutto il mondo, dalle città, dalle imprese, dalle vittime incolpevoli ma più vulnerabili. Il tema chiave di questo G7, secondo quanto dichiarato dalla Presidenza italiana, è proprio la fiducia che deve costruirsi tra i leader e i cittadini. Ecco perché i leader presenti oggi a Taormina non possono evitare di dare una risposta chiara alla più grande sfida che l'umanità sta affrontando in questo momento, quella della crisi climatica, accelerando l'attuazione dell'accordo di Parigi e aggiornando i loro impegni per riuscire a limitare il riscaldamento globale ed evitare - conclude il Wwf - gli impatti che rischiano di sconvolgere il nostro Pianeta».
 

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