Cina, scomparsa da due anni era in carcere per spionaggio: imprenditrice rimpatriata negli Stati Uniti

Cina, scomparsa da due anni era in carcere per spionaggio: imprenditrice rimpatriata negli Stati Uniti
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Sabato 29 Aprile 2017, 16:48 - Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 18:56

L'accusa è di spionaggio. È stata rimpatriata negli Stati Uniti l'imprenditrice sino-americana condannata in Cina. Sandy Phan-Gillis è arrivata nella notte a Los Angeles, secondo quanto ha riportato la Dui Hua Foundation di San Francisco, due giorni dopo essere stata condannata da una corte cinese a tre anni e mezzo di prigione. I legali della donna avevano già indicato allora che non avrebbero fatto ricorso contro la sentenza, prevedendo che la donna sarebbe stata presto estradata negli Stati Uniti dove non sconterà la pena. La Dui Hua Foundation, che si batte per la difesa dei diritti civili, in particolare nei casi giudiziari cinesi, ha rivelato che è stata la visita di Rex Tillerson in Cina lo scorso marzo ad aiutare a risolvere il caso della 57enne che era in carcere da oltre due anni. La donna era infatti scomparsa nel marzo 2015 mentre era in missione con una delegazione di imprenditori del Texas nel sud della Cina. Solo sei mesi dopo, le autorità cinesi avevano confermato di averla arrestata con l'accusa di «minacciare la sicurezza nazionale cinese».  

In questi anni anche le Nazioni Unite avevano seguito il caso di Phan-Gillis, accusando la Cina di detenzione arbitraria della donna, tenuta per i primi sei mesi in una prigione segreta e poi in isolamento senza avere accesso ad un legale ed informazioni sul suo caso. Il marito Jeff Gills ha detto che la donna era stata accusata di essersi recata in Cina due volte nel 1996 per una missione spionistica, collaborando con l'Fbi alla cattura di due spie cinesi negli Stati Uniti che poi erano state trasformate in «doppi agenti». Accusa che Gills ha definito «oltre il ridicolo», mostrando il passaporto della donna che mostra che non vi sono stati viaggi in Cina nel 1996. «Sandy è felicissima di essersi riunita con la sua famiglia ed i suoi amici e ringrazia tutte le persone che hanno lavorato senza sosta per il suo rilascio», ha aggiunto. 

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