Il Califfo che fu prigioniero degli Usa, più volte dato per morto

Martedì 11 Luglio 2017
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È «altamente probabile» che il leader dell'Isis Abu Bakr al- Baghdadi sia morto: lo annunciava la Russia lo scorso 22 giugno dopo le notizie secondo cui il «califfo» poteva essere stato ucciso in un raid russo effettuato il 28 maggio alla periferia di Raqqa, nel nord della Siria. Oggi la tv irachena Alsumaria, citando una fonte nella provincia irachena di Ninive (quella in cui si trova Mosul), afferma che i jihadisti dell'Isis hanno diffuso un breve comunicato per annunciare la morte del «califfo». Tutto dopo che ieri il premier iracheno Haider al-Abadi ha annunciato ufficialmente la «vittoria» sull'Isis «dal cuore di Mosul liberata».

Il terrorista più ricercato del pianeta, con una taglia di milioni di dollari sulla testa, è stato dato in più occasioni in passato per morto o ferito. Tutte informazioni che sono state poi puntualmente smentite. Poche sono le notizie certe su al- Baghdadi. Si ritiene sia nato a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004. Al  Baghdadi si rivelò al mondo tre anni fa: all'inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l'Isis aveva preso il controllo della città di Mosul, al- Baghdadi apparve in un video che lo ritraeva nella Grande Moschea (o Moschea di Al-Nuri, ormai distrutta) mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava «califfo» di un territorio che si estendeva dalla Siria all'Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala. Negli anni il «califfato» ha fatto di Mosul e Raqqa le sue roccaforti e l'Is ha terrorizzato e continua a terrorizzare l'Occidente. Mosul è stata «liberata», dopo nove mesi di battaglia, e a Raqqa si prepara all'offensiva finale contro i jihadisti.
Ultimo aggiornamento: 12:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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