Charlie Hebdo sbarca negli Stati Uniti: reportage a puntate dedicato alla «Resistenza americana»

Charlie Hebdo sbarca negli Stati Uniti: reportage a puntate dedicato alla «Resistenza americana»
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Mercoledì 4 Ottobre 2017, 15:08 - Ultimo aggiornamento: 17:46

Charlie Hebdo arriva negli Stati Uniti. Il settimanale satirico pubblicherà infatti un lungo reportage a puntate, «Feeling the Burn: The left under Trump»: una graphic novel a cadenza settimanale dedicata alla «Resistenza americana», quella che secondo i vertici del discusso settimanale francese si sta mobilitando contro il presidente americano. In particolare l'attenzione sarà puntata su «ciò che rimane della sinistra». 

La versione americana di "Charlie" rispetterà lo stile del discusso giornale, divisivo e "irresponsabile", come si descrive nella testata. C'è chi lo osanna come bastione della libertà di pensiero e chi invece lo critica, ritenendolo veicolo gratuito di offesa. Un dibattito che si è acutizzato dopo l'attentato terroristico contro la redazione del 7 gennaio 2015, in cui furono uccise 12 persone. Tutti colleghi e amici di Laurent Sourisseau, che quel giorno fu ferito alla spalla. «Non si tratta di ridere o scherzare. Questo progetto nasce dalla curiosità intellettuale, dal desiderio di cercare di capire cosa è accaduto, fornire al lettore elementi riassuntivi», ha spiegato al Washington Post il disegnatore, che si firma «Riss».

Adesso Sourisseau è coeditore della rivista e azionista di maggioranza. Per la nuova avventura editoriale ha collaborato con Jacob Hamburger, 25 enne collaboratore di Charlie Hebdo per la politica americana, con cui lo scorso luglio ha viaggiato lungo l'«Acela Corridor», la strada fra Washington e Boston che attraversa l'America tradizionalmente democratica. «Abbiamo visto il meglio e il peggio. Quando fai un reportage come questo, è pretestuoso pensare di poter capire un paese così grande solo con un viaggio. Noi abbiamo cercato di incontrare il maggior numero di persone possibile, di arrivare il più vicino possibile alla verità», ha aggiunto Riss, sottolineando, «gli americani sono molto più politicizzati dei francesi». 

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