Petrolio, Canarie in rivolta contro le trivellazioni in mare

Lunedì 17 Novembre 2014 di Emanuela Fontana
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Niente hanno potuto le proteste dei cittadini e delle amministrazioni locali: da martedì Repsol avvia le trivellazioni nel mare delle Canarie.

Anche a Madrid, come a Roma, le regole sulle concessioni bloccate da anni stanno diventando meno rigide. A tredici anni dalla prima autorizzazione del governo spagnolo, Repsol inizia quindi l'esplorazione dell'oro nero nell'arcipelago.

I comitati di protesta a questo punto annunciano battaglie più radicali. Si sono riuniti lo scorso fine settimana a Fuerteventura decidendo di passare all'azione. Li appoggia il governo locale: «Il ministro del petrolio non vuole ascoltare il suo proprio popolo», torna ad attaccare il presidente della Coalicion Canaria (CC), Paulino Rivero.I comitati sono usciti dalla riunione assicurando di essere ora «più uniti che mai».

Le esplorazioni di Repsol dureranno in prima battuta circa sessanta giorni. Le perforazioni partiranno da un livello di duemila metri nei fondali per arrivare fino a circa tremila. L'azienda petrolifera minimizza le proteste, definendole figlie di una campagna «organizzata con denaro pubblico con la volontà di generare paura nella popolazione».

Alcuni cortei spontanei sono già partiti nelle normalmente pacifiche isole nei giorni scorsi, e la polizia ha dovuto blindare la sede del Partito Popolare. Il 23 novembre, la data che era stata inizialmente prevista per il referendum poi annullato, e' il giorno segnato in rosso nel calendario del governo spagnolo, perché gli abitanti delle isole annunciano manifestazioni in tutto l’arcipelago.

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 19:06

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