Brexit/L’incapacità dei venditori di sogni di dare seguito alle loro promesse

di Alessandro Orsini
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Lunedì 27 Giugno 2016, 00:05

Quando la società è attraversata da grandi sofferenze, genera grandi utopie. Alcuni gruppi sociali, guidati da abili oratori, iniziano a sognare un mondo nuovo. 
Sognano che la distruzione del mondo presente produrrà, spontaneamente, la nascita di un mondo nuovo, in cui ogni uomo migliorerà la propria condizione. Gli abili oratori non spiegano quali sarebbero le caratteristiche della nuova società e, meno spiegano, più raccolgono consensi perché le persone, atterrite e sofferenti, vogliono sognare senza intralci razionali. 

Libertà, felicità e ricchezza sono a portata di mano. Un tempo, la società da abbattere era quella capitalistica, guidata dai borghesi. Oggi, è l’Unione Europea, guidata dai cosiddetti “burocrati”. E siccome tutte le sofferenze umane dipendono dall’organizzazione del mondo presente, l’umanità sarà rigenerata dalla sua distruzione. Ogni ritardo nel processo di abbattimento è considerato una forma di “accanimento terapeutico”. Essendo un corpo morente, occorre staccare la spina. Il mondo deve essere abbattuto subito. 
Quando gli abili oratori conquistano il potere, i sognatori, da cui sono stati acclamati, scoprono che la società è afflitta dagli stessi problemi di prima. In politica interna, persistono furti nelle ville, rapine, stupri, sfruttamento della prostituzione, disoccupazione e criminalità organizzata. In politica estera perdurano povertà, guerre, carestie e migrazioni. Nella millenaria storia dell’uomo, nessun abile oratore ha mai mantenuto le sue promesse e, infatti, l’umanità non è mai stata liberata dai suoi problemi eterni. Non vi riuscì nemmeno Pol Pot, che sterminò metà della popolazione cambogiana, abolì la moneta, distrusse le città, proibì l’uso dell’“io” e del “grazie” - ritenute pratiche borghesi - e istituì i campi di lavoro, in cui si praticavano la schiavitù e la tortura. 
Ecco perché, distrutta l’Unione Europea, i nostri problemi rimarranno gli stessi. Gli italiani continueranno ad abitare negli stessi quartieri e a usare le stesse automobili. Con pochissime eccezioni, chi è triste rimarrà triste; chi è felice rimarrà felice. Chi ha una casa di proprietà continuerà ad averla; gli altri continueranno a pagare l’affitto. I ricchi resteranno ricchi e i poveri resteranno poveri. La categoria che si avvantaggerà del cambiamento sarà quella degli abili oratori. Lo schianto dell’Unione Europea causerà alcuni disastri in economia, ma gli abili oratori diranno che si tratta di una fase passeggera. Quando la fase passeggera diventerà cronica, diranno che la colpa è degli europeisti, che agiscono, nell’ombra, affinché tutto vada male. 
 
Gli oratori più accaniti in Francia, Inghilterra e Italia hanno una caratteristica comune, che è quella di essere all’opposizione. Alcuni sono condannati a rimanere ininfluenti nella formazione dei governi a causa di un sistema politico ed elettorale che li penalizza, come accade in Inghilterra e Francia. Altri sono all’opposizione perché raccolgono pochi voti, come accade in Italia. Il fatto che siano tutti all’opposizione è un particolare importante perché ci aiuta a comprendere ciò che la politica realmente è: lotta per il potere. Il partito britannico più anti-europeista voleva prendere il posto di Cameron; quello francese vorrebbe scalzare Hollande; quello italiano vorrebbe sostituire Renzi. Tuttavia, le loro ambizioni possono essere appagate soltanto conquistando il voto degli elettori, i quali votano per coloro che sono in grado di accrescere le loro risorse materiali e immateriali. E siccome tali risorse sono nelle mani dei governi, i partiti di opposizione, quando sono condannati alla marginalità permanente, ricorrono ai sogni per beneficiare dei momenti di crisi acuta.

Il problema è che, giunti al potere, gli abili oratori non sanno cosa fare perché non hanno mai riflettuto sul da farsi. Ciò accade non per cattiveria o malafede, ma per mancanza di tempo. Dal momento che investono ogni minuto della giornata a maledire il mondo presente, non si riservano un solo secondo per ragionare sui pilastri istituzionali del mondo che dovranno edificare. E, anche se avessero quel tempo, non lo sprecherebbero a ragionare su ciò che occorre costruire perché non possono essere sicuri della vittoria: «Perché correre il rischio di sprecare il nostro tempo a costruire, se non siamo sicuri di distruggere?». Non stupisca che alcuni tra i più autorevoli esponenti inglesi della Brexit affermano che Cameron dovrà rimanere in carica ancora per alcuni mesi. Iniziano a temere quegli stessi sognatori che li portano in trionfo.

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