Bimba nasce con il cuore fuori dal petto: dopo un anno vince la battaglia per la vita in Inghilterra

Martedì 11 Settembre 2018 di Federica Macagnone
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Tutto era contro di lei ancora prima di nascere: dalla sua rara malformazione fisica ai pareri dei medici che suonavano come una condanna a morte, dalle statistiche di sopravvivenza alla fragilità del suo organismo di neonata prematura. In due parole: Vanellope non aveva chance. Tutto contro di lei, tranne due fattori: la testardaggine dei suoi genitori che non hanno accettato l'ipotesi di abortire, come suggerivano i dottori, e l'eccezionale capacità dei chirurghi che il 22 novembre 2017 l'hanno operata un'ora dopo il parto, rendendola una dei pochissimi neonati in tutto il mondo che, nelle sue stesse condizioni, sono sopravvissuti. Solo ora, però, dopo mesi di interventi chirurgici e terapie, la piccola può dirsi salva e in questi giorni ha potuto dire addio a ospedali e reparti medici per andare finalmente a vivere nella sua casa di Bulwell, vicino Nottingham, in Gran Bretagna.



Vanellope è nata con una rara condizione, la "ectopia cordis": priva della cassa toracica e con il cuore collocato fuori dal corpo. Pochissimi casi su milioni di nascite, e in gran parte si tratta di bimbi nati morti. I medici avevano scoperto il problema tramite le ecografie effettuate quando era ancora nel ventre materno e avevano consigliato più volte ai genitori, Dean Wilkins, 44 anni, e Naomi Findlay, 32, di abortire, ma loro hanno detto sempre no ostinatamente: sapevano che le probabilità di salvare la loro piccola erano ridotte al lumicino, ma non hanno mollato la loro bimba, non l'hanno lasciata andare. Il 22 novembre, appena nata, è stata sottoposta da uno staff di 50 persone a un intervento al Glenfield Hospital di Leicester, durante il quale il cuore è stato riportato all'interno, ed è miracolosamente sopravvissuta.

Ha lottato contro un'infezione, ha subìto altre operazioni, ha affrontato terapie pesantissime per sei mesi, poi è stata trasferita in un ospedale di Nottingham dove ha continuato le terapie. Ora è a casa insieme ai fratellini Caleb, nove anni, e Jacob, cinque. La battaglia è vinta, il miracolo è avvenuto: quello di avere due genitori come i suoi e di essere finita in mano a medici eccezionali che hanno portato a termine un'impresa riuscita poche volte al mondo.  Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 00:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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