Usa, assolto l'agente che uccise giovane afroamericano a Baltimora

Usa, assolto l'agente che uccise giovane afroamericano a Baltimora
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Lunedì 23 Maggio 2016, 17:22 - Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 19:51

La questione razziale torna prepotentemente all'ordine del giorno in America, con due sentenze di segno opposto. La prima riguarda Edward Nero, agente di polizia coinvolto nella morte del giovane afroamericano Freddie Gray a Baltimora, in Maryland, che è stato assolto da tutti i capi di accusa. La Corte Suprema invece ha annullato una condanna a morte nei confronti di un uomo di colore, Timothy Foster, accusato di aver ucciso una donna bianca, perchè nella giuria non c'erano afroamericani.

A scatenare diversi timori è la decisione del giudice Barry Williams di assolvere l'agente Nero, che potrebbe provocare disordini, scontri, saccheggi e incendi come quelli che si sono verificati nei giorni successivi alla morte di Gray. Il caso risale al 12 aprile 2015: il 25enne afroamericano è deceduto dopo essere stato arrestato e caricato su un furgone della polizia con l'accusa di avere con sè un coltello a serramanico. Il ragazzo è entrato in coma dopo un trauma alla spina dorsale e la sua morte ha scatenato non solo violente proteste a Baltimora, ma anche un'ondata di manifestazioni di piazza in tutti gli Stati Uniti. Sull'agente, uno dei sei coinvolti nella morte di Gray, pendevano le accuse di violenza premeditata, eccesso dell'uso della forza e cattiva condotta in servizio.

Secondo gli avvocati di Nero tuttavia è stato un altro poliziotto ad ammanettare il giovane, mentre lui non è stato coinvolto direttamente nell'arresto. Il prossimo processo è previsto per il sei giugno e sui timori che Baltimora si trovi di nuovo al centro di una guerriglia urbana, il sindaco Stephanie Rawlings Blake ha rassicurato la popolazione, dicendo che la città «è pronta a rispondere» ad eventuali proteste. «Proteggeremo i nostri quartieri, i nostri negozi e i nostri cittadini», ha precisato. In Georgia, invece, la Corte Suprema ha emanato una sentenza che va nell'opposta direzione, annullando la condanna a morte inflitta nel 1987 a Foster, dopo che il suo avvocato ha provato come la giuria di allora, composta da 12 bianchi, fu selezionata con criteri razzisti. Una decisione presa a maggioranza (per 7 a 1) destinata a far discutere in un Paese che, 30 anni dopo, è sempre alle prese con il problema del razzismo nella scelta dei giurati.

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