Australia, padre fa sesso con la figlia 13enne per tre anni: «Ero in cerca di conforto dopo la separazione»

Lunedì 7 Agosto 2017 di Federica Macagnone
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Per tre anni ha abusato della figlia in «cerca di conforto». Si è giustificato con queste parole un uomo di 44 anni di Kununurra, in Australia che ha intrapreso quella che lui stesso ha definito una relazione sessuale con l'adolescente dopo che la sua partner lo aveva lasciato. Adesso l'uomo è stato condannato a tredici anni e mezzo di carcere dopo essere stato dichiarato colpevole di dieci capi di imputazione tra cui abusi sessuali e possesso di materiale pedopornografico.

L'uomo, di cui non è stata rivelata l'identità per protegger la privacy della minorenne, era stato lasciato dalla compagna nel 2013 ed era rimasto solo a casa con la figlia che, da quel momento, è entrata nell'incubo degli abusi. Una spirale che si è interrotta solo l'anno scorso, dopo una segnalazione anonima alla polizia: quando gli agenti sono entrati in quell'appartamento il padre era nudo, a letto con la ragazzina. L'uomo, che era in possesso anche di un filmato che lo ritraeva mentre faceva sesso con la figlia, è stato arrestato e nelle scorse ore è finito davanti al giudice Philip Eaton che lo ha condannato a tredici anni e mezzo di reclusione.

«Hai sottoposto tua figlia ai tuoi desideri sessuali per gratificarti - ha tuonato Eaton, come riportato da Perth Now - Hai ignorato i tuoi obblighi come genitore e quello che le hai fatto avrà un impatto sulla sua intera esistenza. Dovevi essere una persona di riferimento per lei e invece sei stato solo egoista. Hai detto che stavi cercando conforto in seguito alla crisi familiare, ma questo non rientra nella normalità del tuo ruolo. Sei il padre e tu hai abusato di tua figlia, facendola diventare la tua partner sessuale». Circostanza, tra l'altro, confermata dagli psicologi, che hanno riferito di come l'uomo tentasse di accampare scuse al suo comportamento, derogando completamente dal suo ruolo di genitore.

«Hai riferito che i vostri rapporti erano consensuali e non hai mai usato forza o coercizione, ma di tutto ciò non c'è una prova - ha concluso il giudice prima di infliggergli la pena - Penso che tu sapessi benissimo che quello che stavi facendo era sbagliato e hai perseverato nell'errore per ragioni totalmente egoistiche». Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 16:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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