Migranti, termina odissea Aquarius: accordo tra quattro paesi europei. Macron attacca: crisi tra Italia e Ue

Martedì 25 Settembre 2018
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Aquarius, la Francia dice no: porto di Marsiglia chiuso per i 58 migranti

È la fine di un'odissea: l'Aquarius può finalmente raggiungere la sua base di Marsiglia, ma senza neanche un migrante a bordo. Al termine di un'altra giornata di polemiche e di trattative diplomatiche, il presidente francese Emmanuel Macron è riuscito a strappare quella «soluzione europea» invocata dal governo di Parigi dopo essersi opposto alla richiesta rivoltagli ieri da Sos Méditerranée di far sbarcare (eccezionalmente) l'Aquarius a Marsiglia con gli oltre cinquanta migranti salvati nei giorni scorsi di fronte alle coste libiche.

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«C'è una crisi politica tra l'Italia e il resto dell'Europa. L'Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino», ha detto Macron parlando ai giornalisti al Palazzo di Vetro a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu.

La soluzione annunciata in serata per l'Aquarius è un complesso esercizio di equilibrismo diplomatico: i 58 migranti, tra cui 16 minori e uno non accompagnato, prevalentemente famiglie che vengono da Siria, Libia e Palestina, verranno sbarcati in acque internazionali per evitare che l'Aquarius venga bloccata per il nodo legato alla revoca della bandiera panamense, trasferiti a Malta su mezzi messi a disposizione da La Valletta e ripartiti in quattro Paesi Ue: la Francia si è impegnata ad accoglierne 18, Germania e Spagna rispettivamente 15, il Portogallo 10. «Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l'impasse dei migranti», esulta il premier maltese Joseph Muscat, che pur non essendosi impegnato ad accogliere i richiedenti asilo ha accettato il transito dei disperati per La Valletta: «Con Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un approccio il più multilaterale possibile», aggiunge dopo il colloquio con il capo di Stato francese a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York. 

«Come ogni volta, facciamo il nostro dovere», ha detto, da parte sua, il ministro dell'Interno, Gérard Collomb, durante il question time in Parlamento a Parigi. In mattinata, la collega responsabile per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, aveva auspicato di giungere ad una «soluzione europea» entro oggi. Intervistata da Sud radio, ha lanciato un nuovo siluro contro la decisione dell'Italia di chiudere i suoi porti ai migranti in fuga. «L'Europa - ha avvertito nel messaggio rivolto a Roma - è dieci volte più solidale di quanto non lo fosse in precedenza, ed è il motivo per cui ripetiamo all'Italia che l'idea di chiudere i propri porti a delle persone in pericolo è contrario al diritto, è contrario all'umanità. Ciò che deploriamo - ha poi concluso riferendosi all'Ungheria di Viktor Orban e ai Paesi di Visegrad che hanno risposto picche al principio di ripartizione dei richiedenti asilo - è che alcuni Paesi europei si siano tirati fuori da questa solidarietà europea che è indispensabile». Una volta trasbordati i 58 migranti, l'Aquarius punterà la prua verso Marsiglia, sede giuridica di Sos Méditerranée, dove deve risolvere un complesso grattacapo amministrativo seguito alla decisione di Panama di revocarle la bandiera. Ieri, l'Ong è tornata ad accusare il ministro dell'Interno Matteo Salvini di aver esercitato pressioni sullo Stato centramericano per indurlo a prendere una simile decisione, ma il Viminale ha smentito. Intanto, il Partito socialista francese ha chiesto a Macron di attribuire all'Aquarius il tricolore bleu-blanc-rouge. Un gesto che «onorerebbe» la Francia e i suoi valori universalistici, sottolinea il Ps. Una simile richiesta è stata rivolta dalla sinistra portoghese al governo di Lisbona. In poco più di un mese, è la seconda volta che l'ultima nave umanitaria attiva nel Mediterraneo centrale si vede revocare la bandiera, prima con Gibilterra, ora con Panama. 
 


In entrambi i casi, accusa la sinistra radicale Bloco de Esquerda, «su pressione del governo italiano». Questa mattina, il ministro dell'Economia Bruno Le Maire si era duramente opposto all'ipotesi che l'Aquarius potesse sbarcare con i 58 superstiti a Marsiglia, insistendo su quella «soluzione europea» a cui si è giunti in serata con la cordata dei quattro Paesi volontari, Francia, Portogallo, Spagna, Germania e il supporto logistico di Malta. «L'umanità - aveva detto già ieri sera il portavoce del governo, Benjamin Griveaux - significa lasciar attraccare la nave nel porto più vicino e più sicuro. È attraverso la cooperazione con i nostri partner europei che forniremo una soluzione. Non cadiamo nella trappola che ci viene tesa da alcuni». Il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, vede invece nella chiusura di Marsiglia all'Aquarius un «vergognoso tradimento al dovere d'umanità» della Francia. «L'alleanza Macron-Salvini contro i naufraghi deve cessare», ha intimato. Sul fronte opposto, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, si era invece duramente schierata contro l'apertura dei porti francesi alla nave umanitaria a suo avviso gestita da 'passeurs' complici dei trafficanti.​

«Se Macron - a quanto mi riferite - dice che l'Italia ha una crisi politica in atto con l'Ue, io rispondo che lui rappresenta la Francia, l'Europa è composta da 27 Paesi. Se parla per la Francia va benissimo: l'Italia non ha un problema con la Francia», relica a Macron il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu.

Ultimo aggiornamento: 22:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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