Alfie, bocciato il ricorso dei genitori: il bimbo non andrà al Bambino Gesù

Un altro no per i genitori del piccolo Alfie Evans, il cui destino a questo punto sembra segnato. I giudici della Corte d'Appello hanno respinto la richiesta dei genitori del bambino di 23 mesi, vivo grazie alle macchine, di modificare la precedente decisione del tribunale. Lo riferisce la Bbc online. Tom Evans, 21 anni, e Kate James, 20 anni, avevano chiesto ai giudici della Corte d'Appello di concedere ad Alfie il permesso di lasciare l'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool e andare all'estero, per ricevere una terapia palliativa presso l'ospedale Bambino Gesù di Roma.

La coppia di Liverpool, aveva già perso le sue battaglie per non staccare i supporti vitali del bimbo, presso l'Alta corte, la Corte d'appello, la Corte suprema e la Corte europea dei diritti dell'uomo.

 
 


I giudici d'appello britannici che oggi hanno respinto il ricorso del papà e della mamma del piccolo Alfie Evans contro la decisione di staccare la spina hanno tuttavia ordinato che il bambino continui a ricevere cure e l'assistenza vitale delle macchine fino a una nuova azione di fronte alla Corte Suprema del Regno già annunciata dai genitori. Il nuovo ricorso riguarda nello specifico la richiesta della famiglia di trasferire Alfie al Bambino Gesù di Roma, che si è già dichiarato disposto a continuare ad assisterlo.

La fiaccolata Alcune associazioni pro-vita hanno organizzato questa sera a Torino una fiaccolata, 'Liberate Alfie Evans', in sostegno dei genitori del piccolo bambino inglese Alfie Evans, 21 mesi, ricoverato a Liverpool per una malattia neurologica degenerativa molto invalidante non del tutto identificata. L'Alta Corte di Londra ha autorizzato a staccare la spina che tiene in vita il bimbo contro la volontà dei genitori, che vorrebbero trasferirlo al Bambin Gesù di Roma. All'appuntamento, in piazza Palazzo di Città alle 20,30, sarà presente il Popolo della Famiglia: «con la nostra presenza - afferma l'associazione - vogliamo affermare che ogni vita è degna di essere vissuta e vivere è un diritto alienabile». Annuncia la sua presenza anche la parlamentare azzurra piemontese Claudia Porchietto: «non è bastata la morte di Charlie Gard - rimarca - per mettere mano alla Giustizia di Stati che decidono quando e come staccare la spina ai propri cittadini: più volte l'Europa si é fatta portavoce di valori fuori dei propri confini, sarebbe meglio iniziare a tutelarli in patria garantendo diritti fondamentali quali la speranza, l'assistenza e l'umanità delle sentenze»
Lunedì 16 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 18:41

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3 di 3 commenti presenti
2018-04-17 13:42:12
ridate questo bambino ai suoi genitori che lo sapranno curare meglio di tutti i governi impietosi. una vergogna quello che sta succedendo a questi bambini in balia di ospedali che possono decidere della loro vita come vogliono.
2018-04-17 08:31:36
" per ricevere una terapia palliativa presso l'ospedale Bambino Gesù di Roma" E' indispensabile fare chiarezza sulle cure proposte dal Bambin Gesu perchè "terapia palliativa" significa solo cure per mantenerlo in vita e senza speranza di miglioramenti. Forse per questo i giudici d'appello inglesi hanno rifiutato il ricorso perchè il solo mantenimento in vita lo stanno già facendo nel loro ospedale. A questo punto gli inglesi non vogliono passare per degli incapaci
2018-04-17 00:01:18
La decisione spetta ai genitori e soltanto ad essi !!! I governi europei e mondiali devono attuare leggi che permettano la libertà di padre e madre (e di chiunque vuole e non vuole le cure ospedaliere) di gestire al meglio i propri figli ed impedire che un qualsiasi ospedale con una semplice infermiera, si arroghi il diritto di abusare di un potere che non hanno cioè di vita o di morte. Stesso discorso per i giudici che decidono come deve vivere una persona: a me sembra che questa Europa di lobby sia illiberale e soprattutto violi la libertà individuale che è sacra. La libertà non è una legge ma un DIRITTO.
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