Afghanistan, aerei Usa bombardano ospedale Msf a Kunduz: almeno 20 morti

Afghanistan, aerei Usa bombardano ospedale Msf a Kunduz: almeno 20 morti
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Si complica la ricostruzione del bombardamento dell'ospedale di Medici senza frontiere avvenuto nella notte a Kunduz, in Afghanistan. Sotto il fuoco di aerei Nato americani sono morte almeno 20 persone tra cui medici e infermieri. Decine sono rimaste ferite. Si è subito parlato di «un errore» ma la Ong denuncia che le bombe sono continuate a cadere anche dopo che le forze armate Usa e afghane erano state informate di cosa stavano attaccando.

Il ministero dell'Interno afghano sostiene che al momento del bombardamento nell'ospedale «si nascondevano 10-15 terroristi». In una conferenza stampa a Kabul il portavoce del ministero, Siddiq Siddiqi, ha assicurato che «tutti i terroristi sono stati uccisi, ma fra le vittime ci sono stati anche dottori». Siddiqi ha precisato che circa 80 membri dello staff dell'ospedale, fra cui 15 stranieri, sono stati portati in salvo. Kunduz è sotto il controllo dei talebani e da giorni teatro di scontri con le forze di sicurezza governative.

«Il bombardamento è proseguito per mezz'ora dalla segnalazione alle forze armate Usa e afgane», è la denuncia lanciata su Twitter da Msf che spiega come «tutte le parti in conflitto, incluse Kabul e Washington, conoscevano le coordinate delle nostre strutture già da mesi». È di almeno 20 morti il bilancio provvisorio del raid, hanno detto al Guardian online fonti di Msf. I feriti sono numerosi e il bilancio è destinato a salire. Secondo un medico di Msf, tra le vittime ci sono otto infermieri, tre medici, sei guardie di sicurezza e un farmacista.

«Alle 2,10 locali - riferisce Medici senza Frontiere (MSF) in un comunicato - il Centro traumi di Kunduz è stato ripetutamente colpito durante un intenso bombardamento ed è rimasto gravemente danneggiato». «Il personale presente sta lavorando senza tregua per fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei pazienti e del personale dell'ospedale». «Siamo profondamente scioccati - prosegue il comunicato firmato dal direttore delle operazioni di MSF Bart Janssens - da questo attacco, dall'uccisione di membri del nostro staff e di pazienti e dai gravi danni inflitti alla sanità di Kunduz».

«La nostra squadra medica sta fornendo l'aiuto di emergenza, curando i pazienti ed il personale di MSF feriti e cercando di contare le persone decedute. Rivolgiamo un appello a tutte le parti a proteggere la sicurezza delle strutture mediche e del personale che vi lavora». Al momento del bombardamento nell'ospedale c'erano 105 pazienti con i loro famigliari e 80 membri dello staff nazionale e internazionale di Msf.

Nonostante il bilancio ufficiale fornito dal ministero afghano i media del paese, fra cui l'agenzia di stampa AIP, continuano a sostenere che «nel raid aereo sono morte 50 persone, fra cui medici e pazienti, e decine sono rimaste ferite». Da parte sua l'agenzia di stampa Pajhwok cita il dottor Saad Mukhat, direttore del Dipartimento della Sanità della provincia di Kunduz, secondo cui nel bombardamento «un edificio dell'ospedale è andato distrutto e mumerosi membri afghani e stranieri del personale, civili e uomini dei servizi di sicurezza ricoverati, sono morti».

L'ambasciata degli Stati Uniti in Afghanistan ha espresso il suo cordoglio ai familiari delle vittime del «tragico incidente» avvenuto nell'ospedale di Medici senza Frontiere (MSF). La rappresentanza diplomatica statunitense a Kabul ricorda che «i dottori di MSF svolgono un lavoro eroico in tutto il mondo, compreso l'Afghanistan, e i nostri pensieri e preghiere sono con il loro team in questo difficile momento». «Rimaniamo profondamente preoccupati - conclude - per la violenza in corso in Kunduz e per la difficile situazione umanitaria che sopportano i suoi residenti».

Sabato 3 Ottobre 2015, 09:13 - Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 10:28
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