Malesia, cade aereo con 239 passeggeri
Salvo l'italiano che risultava a bordo
Due viaggiatori con passaporti rubati
Gli Usa: «Si indaghi per terrorismo»

Sabato 8 Marzo 2014 di Francesco Olivo
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L'angoscia dei parenti dei passeggeri

Si sono persi i contatti con un Boeing 777 della Malaysia Airlines. Il volo MH370 partito da Kuala Lumpur doveva arrivare a Pechino. A bordo ci sono 239 persone, inclusi due bambini e 12 membri dell'equipaggio, la gran parte, circa 152, di nazionalità cinese. Smentita la presenza a bordo dell'italiano Luigi Maraldi, 37 anni, cesenate, che ha telefonato ai genitori rassicurandoli di star bene. È in Thailandia. Vicenda simile riguarda un austriaco. Così le indagini non escludono più la pista di un attentato terroristico. In particolare sono gli americani ad avallare questa ipotesi.

Le ricerche. Le squadre di soccorso vietnamite hanno individuato due chiazze 'sospette' di carburante al largo delle coste del Vietnam, che potrebbero essere state lasciate dall'aereo della Malaysia Airlines. Lo ha detto alla Dpa il vice ministro dei Trasporti di Hanoi Pham Quy Tieu, precisando che le due chiazze sono state rilevate una a 150 chilometri dell'isola di Tho Chu e l'altra a 190 chilometri dal capo di Ca Mau.

L'elenco dei passeggeri. Ecco le nazionalità dei passeggeri: 152 dalla Cina, 7 dall'Australia, 3 dalla Francia, 4 dagli Usa (fra cui un bambino), 2 dalla Nuova Zelanda, 2 dall'Ucraina, 2 dal Canada, 1 dalla Russia, 1 da Taiwan, 1 dall'Olanda, 1 dall'Austria. Il pilota, riferiscono fonti vicino alla compagnia, è molto esperto, ha 53 anni e ha accumulato 8.365 ore di volo.

L'italiano. Luigi Maraldi, l'italiano che risultava a bordo, nei mesi scorsi aveva denunciato il furto del suo passaporto avvenuto il 1 agosto scorso mentre si trovava nel paese asiatico. Tornato in Italia ha ottenuto un nuovo documento a Ravenna, dove nel frattempo ha preso la residenza, poi è tornato in Thailandia. Una delle ipotesi quindi è che risulti sulla lista delle persone imbarcate perché qualcuno è salito a bordo del velivolo usando il suo passaporto rubato. «Papà stai tranquillo, non sono io, io sto bene». Con queste parole Luigi Maraldi ha spiegato al padre Walter che non era a bordo. Il padre non ha fatto nemmeno a tempo a spaventarsi: non aveva ancora sentito la notizia. «Luigi è in vacanza, tornerà tra una ventina di giorni. Per fortuna è andato tutto bene, è tutto a posto».

Anche l'austriaco è salvo A bordo c'era almeno un'altra persona con un passaporto rubato. Nella lista dei passeggeri, infatti, risultava anche un austriaco che però si trova a Vienna e un anno fa ha denunciato il furto del documento. La notizia arriva dal ministero degli esteri austriaco.

Secondo la Marina vietnamita, il volo MH370 della Malaysian Airlines con 239 persone a bordo è precipitato in una zona tra il Golfo di Thailandia e il Mar cinese meridionale, a circa 300 km dall'isola vietnamita di Tho Chu, nelle acque tra la Malaysia e il Vietnam. Lo riferisce il sito di informazione Tuoi Tre. In un comunicato pubblicato sul sito del governo di Hanoi, «l'aereo ha perso i contatti nello spazio aereo della provincia di Ca Mau, prima di entrare in contatto con la torre di controllo di Ho Chi Minh City». I media cinesi riportano che due navi della marina di Pechino si stanno dirigendo verso la zona, il che potrebbe sollevare tensioni geopolitiche, dato che la Cina reclama la sovranità su gran parte dell'area del Mar cinese meridionale, contesa con altri Paesi, tra cui il Vietnam.

Le autorità malesi stanno ancora verificando la notizia, data alla Marina vietnamita, che l'aereo sia precipitato in mare. Lo ha detto in una conferenza stampa il ministro dei Trasporti malese, Hishammuddin Hussein. «Dal momento che le notizie citano la Marina vietnamita, dobbiamo verificare con loro», ha aggiunto spiegando di aver chiesto ai vertici militari di contattare quelli vietnamiti. Secondo quanto detto dalle autorità di Hanoi, l'aereo sarebbe precipitato nel Mar cinese meridionale nei presso del confine tra Malaysia e Vietnam, ma ancora non vi sarebbero informazioni sull'esatta localizzazione.

Le false speranze Voci poi smentite avevano ipotizzato un atterraggio d'emergenza a Nanning (Al Jazeera lo ha affermato, citando fonti dell'ambasciata malese). La smentita è arrivata direttamente dalla compagnia aerea.

Su Twitter il tracciato del volo, prima che si perdessero i contatti.


La MalaysIa Airline è una delle principali compagnie aeree dell'Asia, con 37 mila passeggeri al giorno e 80 destinazioni in tutto il mondo.

Su Twitter si è scatenato un tam tam notturno (almeno per l'Europa): "Tutti i cittadini della Rete in tutto il pianeta uniscono le loro preghiere", scrive il Malyasia News.

Rabbia, lacrime, urla alla conferenza stampa organizzata dalla Malaysia Airlines a Pechino, alla quale hanno partecipato alcuni dei parenti dei passeggeri del volo MH370. In molti lamentano di essere stati abbandonati dalla compagnia aerea che non ha offerto loro nè assistenza, nè informazioni utili. Alcuni familiari hanno lamentato che non sarebbe stata offerta loro neanche dell'acqua e l'unica informazione ricevuta consisterebbe in uno scarno comunicato della compagnia aerea. Anche dalla conferenza stampa non sono uscite ulteriori informazioni rispetto a quelle già diffuse. Diversi familiari hanno detto di voler partire quanto prima per il Vietnam, nel cui specchio di mare dovrebbe trovarsi l'aereo. Il portavoce della compagnia aerea di Kuala Lumpur ha ribadito in conferenza stampa che sia che il pilota che il suo vice erano esperti, con molte ore di volo alle spalle. La conferenza stampa si è tenuta in un albergo dove stanno arrivando i familiari dei passeggeri del volo, 154 dei quali dovrebbero essere cinesi. Restano ancora sconosciute sia il luogo dell'incidente sia le sue cause.

L'appello del presidente e del primo ministro cinesi. Il presidente e il primo ministro cinesi hanno chiesto a tutti i dipartimenti interessati di aumentare gli sforzi per venire a capo del disastro del volo Malaysian diretto a Pechino ma scomparso nei cieli del Vietnam. Il presidente Xi Jinping ha convocato il ministro degli esteri e ha avuto colloqui con i capi degli altri dicasteri interessati esortando tutti ad usare ogni mezzo per favorire le ricerche e i soccorsi. Tutte le navi militari di stanza nel mar cinese meridionale sono state allertate per recarsi sul posto e prestare gli aiuti necessari. Caos all'aeroporto di Pechino, dove le autorità hanno diffuso la lista dei passeggeri a bordo del velivolo. I familiari sono riuniti in attesa di notizie. Anche il premier Li Keqiang ha ordinato che si facciano tutti gli sforzi per verificare i dati dei passeggeri.

Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA