Yara, petizione on line per Bossetti: serve perizia sul dna

Yara, petizione on line per Bossetti: serve perizia sul dna
di Claudia Guasco
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Martedì 7 Febbraio 2017, 19:21 - Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 19:11

MILANO I sostenitori di Massimo Bossetti tornano all'attacco. E con una petizione al ministero di Grazia e Giustizia, lanciata dalla piattaforma change.org, chiedono che nel processo di secondo grado venga effettuata la perizia sul dna del muratore di Mapello, condannato all'ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.

«SPAZZARE OGNI DUBBIO»
Sono 817 le firme fino a ora raccolte, ne mancano 183 per arrivare al tetto prefissato di 1.000. «Da tre anni - è il breve testo - Massimo Bossetti è in galera e continua a dichiararsi innocente. Ha richiesto più volte la perizia del dna - unico modo per dimostrare la propria innocenza - fatta in presenza dei propri avvocati e consulenti, ma gli è sempre stata negata. A breve si celebrerà il processo d’Appello: chiediamo la perizia del dna per togliere ogni dubbio». Tra i firmatari della petizione c’è anche Claudio Salvagni, difensore del carpentiere: «E’ una manifestazione di civiltà giuridica - afferma il legale - Approvo. Perché non concederla? Chi ha paura della verità?». Il materiale genetico isolato sugli slip e sui legging di Yara, catalogato come appartenente a Ignoto 1, ha rappresentato la prova regina a carico di Massimo Bossetti: il dna del muratore - fermato per un normale controllo stradale e sottoposto ad alcoltest con l’etilometro - è compatibile con quello trovato sugli indumenti della ragazzina. «C’è coincidenza perfetta», assicurano gli investigatori. Sugli abiti di Yara sono stati eseguiti 294 prelievi di cui 52 sulle mutandine e su 16 è stato «rinvenuto il profilo» di Ignoto 1, associato a Bossetti. Mentre delle 12 campionature sui legging, due hanno «restituito il profilo di Ignoto 1».

KIT SCADUTI E CONTAMINAZIONE
Come scrive la Corte d’Assise di Bergamo nelle motivazioni della condanna: «E’ la presenza del profilo genetico dell’imputato a provare la sua colpevolezza: tale dato, privo di qualsiasi ambiguità e insuscettibile di lettura alternativa, non è smentito né posto in dubbio da acquisizioni probatorie di segno opposto ed anzi è indirettamente confermato da elementi ulteriori, di valore meramente indiziante, compatibili con tale dato e tra loro». Sul corpo della dodicenne di Brembate, «colpita, tagliuzzata e abbandonata a morire nel campo di Chignolo d’Isola», secondo i giudici il muratore ha lasciato a sua firma: «Stimata in sette miliardi la popolazione mondiale, per trovare un altro individuo, oltre a Massimo Bossetti, con le stesse caratteristiche genetiche sarebbero necessari centotrenta miliardi di altri mondi uguali al nostro, ossia un numero di persone nettamente superiore non solo alla popolazione mondiale attuale ma anche a quella mai vissuta dagli albori della umanità», scrivono. La graniticità della prova del dna, tuttavia, è stata messa duramente in discussione durante il processo dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, a cominciare dal fatto che la parte mitocondriale non coincide. E hanno sollevato molti dubbi anche sull’attendibilità degli esami compiuti su quella traccia genetica, parlando di kit scaduti e presunta contaminazione della traccia avvenuta nei laboratori, che renderebbero dunque fasulla la risultanza del test e nullo il processo a carico del carpentiere.

BOSSETTI SI DIFENDE
Lui stesso, interrogato durante il processo, ha messo in dubbio che il dna rinvenuto sul corpo della ragazzina sia il suo: «Quel dna non mi appartiene. E’ strampalato e per metà non corrisponde. E’ dal giorno del mio arresto che mi chiedo come sono finito in questa vicenda visto che non ho fatto niente e voi lo sapete”. La pm Letizia Ruggeri ha ribattuto che un giudice ha ritenuto che dovesse rimanere in carcere e un altro che gli elementi a suo carico sono stati giudicati tali da sostenere un giudizio: «Evidentemente la vicenda non è strampalata». Come hanno sottolineato i giudici della Cassazione, respingendo la richiesta di scarcerazione: basta il dna nucleare per affermare che quelle sugli slip di Yara sono tracce dell’imputato. Presto in Appello ricomincerà la battaglia.

 

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