Unesco, bocciata la candidatura del Prosecco. Ministro Bonisoli: «Ritenteremo». Zaia: «Dossier corretto»»

Domenica 1 Luglio 2018 di Laura Larcan
Ce l'avevano fatta i Pupi siciliani, il canto a tenore, la falconeria e la pizza. Ma soprattutto, lo champagne. Eppure, il Prosecco veneto resta fuori. Bocciato. Almeno per ora. Non è stata ammessa alla golden list dell'Unesco - tra i beni immateriali - la candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. L'operazione è rimandata a data da destinarsi. La notizia è stata data direttamente dal ministro per i beni culturali Alberto Bonisoli. Il 42esimo Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco riunito in questi giorni a Manama, nel Bahrain (Golfo Persico), ha deciso di rinviare la candidatura del sito “Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”. E persino con uno scarto favorevole di voti. Tra i 21 votanti, infatti, hanno votato a favore 12 paesi, contrari 9. Niente prosecco nel Registro del Patrimonio del Patrimonio mondiale dell'Umanità, la prestigiosa lista Unesco. 

La maggioranza richiesta per l'iscrizione immediata nel Registro Unesco era di 14 su 21 Paesi componenti del Comitato. Secondo quanto si apprende, si sarebbero espressi a favore della candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene 12 Paesi e sono: Angola, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Burkina Faso, Cuba, Guatemala, Kuwait, Tanzania, Tunisia, Uganda, Ungheria, Zimbabwe. Mentre i contrari sarebbero stati Australia, Brasile, Cina, Indonesia, Kirghizistan, Bahrain, Norvegia, Saint Kitts and Nevis, Spagna. Purtroppo per due voti non è stato possibile avere l'iscrizione immediata.

Come fa sapere il Mibact, la decisione del Comitato Unesco,
«nel riconoscere le potenzialità del sito e l’efficacia del sistema di protezione e gestione, messo in atto dalle autorità italiane, ne rinvia la trattazione affinché l’Italia possa rappresentare al meglio le caratteristiche di questo patrimonio e completare il processo di attuazione delle specifiche misure di tutela, già avviato con la candidatura». «Auspico che il tempo concesso all’Italia – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Alberto Bonisoli – consentirà ai promotori della candidatura Unesco di questo sito eccezionale, che esprime al meglio il paesaggio produttivo di un’eccellenza del made in Italy come il prosecco, di conseguire l’obiettivo».

In sostanza, il Prosecco ha letteralmente spaccato la schera di votanti, per 
due ore di dibattito, come mai si era visto prima in questa sede. Il risultato, fanno sapere, va letto come «un rinvio semplice, cioè l'anticamera dell'iscrizione al prestigioso Registro Unesco». Su proposta della Tunisia e nonostante l'opposizione di Spagna e Norvegia. Ad aver contato è stato il pressing della commissione italiana interministeriale guidata dal sottosegretario agli Affari Esteri Guglielmo Picchi insieme all'ambasciatore Vincenza Lomonaco (rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unesco), che hanno condotto il negoziato internazionale per l'ambito riconoscimento Unesco sulle qualità paesaggistica e ambientale dell'area del Prosecco Docg.

«Entrare con un parere strumentalmente negativo e tornare da Bahrein con il maggior numero di consensi dei delegati, senza raggiungere tuttavia la prevista maggioranza di 14 per soli 2 voti, è la dimostrazione palese che il dossier sulle Colline del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Patrimonio dell'Umanità è stato redatto correttamente. Faremo tutte le integrazioni che l'Unesco richiede e ci rivedremo tra una anno a Baku, alla prossima sessione del Whc». Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta l'esito della votazione del World Heritage Committee.


Dura la reazione della Coldiretti. «Con l'ingiusta bocciatura della candidatura delle colline del prosecco non si riconosce l'importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale». Il Prosecco all'estero traina le bollicine italiane che nel 2017, sottolinea la Coldiretti, hanno realizzato il record di 360 milioni di litri esportati che consente di doppiare il prestigioso champagne dei cugini francesi. «L'iscrizione al patrimonio Unesco - continua la Coldiretti - sarebbe stata un atto di coerenza dopo l'iscrizione dei 'Coteaux, Maisons et Caves de Champagnè e del 'Climats du vignoble de Bourgognè nella lista del Patrimonio dell'umanità dell' Unesco (categoria Paesaggio organicamente evoluto). Ci sono quindi tutte le condizioni per ripresentare la candidatura a sostegno della quale c'è anche l aumento del 15% delle esportazioni nel primo trimestre del 2018».
Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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