Ultrà morto a Milano, interrogato il tifoso pentito: «Sì alla scarcerazione»

Venerdì 4 Gennaio 2019
Luca Da Ros, l'ultras dell'Inter arrestato nei giorni scorsi nell'inchiesta sugli scontri del 26 dicembre scorso prima della partita Inter-Napoli, ha ribadito oggi davanti ai pm in un interrogatorio durato quasi tre ore le accuse nei confronti del capo dei Boys della curva nord nerazzurra, Marco Piovella, come presunto organizzatore del blitz contro i tifosi napoletani. È quanto ha spiegato, in sostanza, il suo legale, l'avvocato Alberto Tucci, ai cronisti al termine dell'audizione nel carcere di San Vittore. «Su Piovella ha ribadito quello che aveva già detto», ha spiegato il legale. E a chi gli ha chiesto se Da Ros abbia fatto altri nomi di capi, l'avvocato ha risposto: «Lui è troppo giovane per conoscere nomi. Ed è esagerato definirlo un pentito, non si addice al contesto questa terminologia, lui non ha paura, a soli 21 anni si è trovato in una storia più grande di lui e i capi curva non ce lo dovevano portare». Secondo il difensore, dopo l'interrogatorio di oggi, «la posizione di Da Ros si è alleggerita parecchio». La difesa è pronta a presentare istanza per ottenere la concessione dei domiciliari.
 

Il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella e il pm Michela Bordieri, che oggi hanno ascoltato per tre ore Luca Da Ros, daranno a breve parere favorevole alla scarcerazione e alla concessione dei domiciliari per il 21enne. Il giovane, infatti, anche oggi, così come davanti al gip Guido Salvini, ha collaborato e si sono attenuate le esigenze cautelari. Il gip dovrà decidere e, nel caso, l'ok alla scarcerazione potrebbe arrivare già domani. Ultimo aggiornamento: 19:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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