Torino, anziana uccisa a martellate dal genero: da anni era costretta a vivere a letto

Giovedì 12 Luglio 2018
Torino, anziana uccisa a martellate dal genero​: da anni era costretta a vivere a letto
Le giornate, nel cascinale di famiglia a Leinì (Torino), per Severino Bergamini, pensionato di 71 anni, erano diventate pesanti. Le questioni ereditarie, le gelosie tra parenti, la malattia della suocera lo hanno innervosito al punto da arrivare ad afferrare un martello e uccidere la madre della moglie. La vittima, Adele Crosetto, 84 anni, da tempo non stava bene e non poteva più alzarsi dal letto.

L'uomo, questa mattina poco prima delle 8, è sceso al piano terra dove abitava la vittima. Mentre la donna dormiva, l'ha aggredita, colpendola ripetutamente alla testa e al petto. Poi ha chiamato i carabinieri. «Ho ucciso mia suocera - ha urlato - Venite subito». In quel momento l'anziana respirava ancora. Tempestivo l'intervento dei medici e degli infermieri del 118, che l'hanno trasportata all'ospedale Cto di Torino.

Intubata, per lei non c'è stato nulla da fare e, nel pomeriggio, è morta. La moglie di Bergamini, tornata a casa poco dopo la tragedia, è sotto choc. Ai carabinieri, che indagano sulla vicenda, ha parlato di suo marito: un uomo tranquillo, che non aveva mai sofferto di depressione. Lui e la suocera non andavano d'accordo, ma il pensionato non aveva mai avuto atteggiamenti violenti.

L'antipatia si fermava a qualche lite e qualche porta sbattuta. In quel cascinale su due piani in via Provana 21, dove l'anziana abitava con le figlie e le rispettive famiglie, i problemi sarebbero iniziati lo scorso anno. Adele è caduta e si è rotta un polso. Da allora le sue condizioni di salute sono peggiorate: ha perso l'autonomia, non è riuscita più ad alzarsi dal letto, doveva chiedere aiuto per qualsiasi cosa. Le figlie si sono prese cura di lei, a turno le stavano vicino. Hanno deciso di non rivolgersi ai servizi sociali, ma di cavarsela da sole. Con Severino, però, i rapporti sono degenerati. Lui è diventato sempre più nervoso. Sino a questa mattina, quando, forse in un raptus di follia, l'ha aggredita con un martello.

Il pensionato, ora in carcere a Ivrea, è accusato di omicidio. Non ha risposto a nessuna delle domande dei carabinieri, che hanno sequestrato il martello e l'abitazione. Chiuso nel suo silenzio, si è rifiutato anche di firmare il verbale e non ha voluto nessun avvocato.
Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 16:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA