Terrorismo, fermato a Roma sospetto jihadista algerino: era stato espulso

Terrorismo, fermato a Roma sospetto jihadista algerino: era stato espulso
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Quando è stato individuato dai carabinieri era in compagnia di alcuni connazionali nei pressi della stazione Termini, nel centro della città. È stato rintracciato a Roma il 36enne algerino H.B., con precedenti, sospettato di aderire a gruppi terroristici di matrice islamica. Sul suo conto il 4 ottobre era stata diffusa una nota di allerta da parte del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale di Polizia Criminale. L'uomo è stato accompagnato nel pomeriggio dai carabinieri nel Centro di Permanenza per Rimpatri di Torino-Brunelleschi e verrà rimpatriato nelle prossime settimane.

Toccherà ora stabilire attraverso le indagini degli esperti dell'antiterrorismo le reali motivazioni per cui si trovasse a Roma. L'uomo era stato indagato nel 2006 dalla polizia belga per «associazione con finalità di terrorismo e sovversione dell'ordine democratico» e rimpatriato a maggio perché espulso per tre anni dall'area Schengen dalle autorità del Belgio. Secondo quanto ricostruito finora, l'algerino era arrivato a Roma da circa una settimana dopo aver raggiunto Civitavecchia in traghetto da Cagliari dove era giunto tra il 24 e il 25 settembre con un barcone dall'Algeria. Le indagini dei carabinieri si sono fin da subito concentrate nell'area della stazione Termini, dove i militari del Nucleo Informativo di Roma e della Compagnia Centro ieri mattina lo hanno rintracciato e sottoposto a fermo per identificazione. Il riconoscimento è avvenuto grazie ad una foto diffusa dalle autorità belghe e attraverso il riconoscimento delle impronte digitali.

Risultato irregolare sul territorio italiano, è stato accompagnato all'Ufficio Immigrazione della Questura che ha emesso nei suoi confronti un decreto di espulsione. E oggi anche un marocchino di 52 anni che viveva a Città di Castello, in Umbria, pur risultando senza fissa dimora è stato espulso con un provvedimento del ministro dell'Interno Marco Minniti per motivi di sicurezza dello Stato. Si tratta della 72/a espulsione dall'inizio dell'anno, la numero 214 dall'inizio del 2015. L'uomo era nella lista delle persone da tenere sotto controllo per i suoi rapporti con un cittadino albanese, che era stato il suo mentore e indottrinatore, già espulso dall'Italia sempre per motivi di sicurezza nell'agosto del 2015. Dalle indagini è emerso che il 52enne frequentava il centro islamico della cittadina, dove più volte ha manifestato la sua adesione all'ideologia radicale chiamando 'kuffar' gli altri fedeli troppo moderati. 

Venerdì 6 Ottobre 2017, 18:05 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 15:17
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